Psiche e Soma

Ricette per una vita migliore!

Tag: ricerca scientifica (Page 2 of 4)

I bambini obesi diventano adulti obesi?

bimbo

Se sei preoccupato chi il tuo grasso bambino possa soffrire nel futuro di problemi più seri, allora benvenuto nel club. Circa il 18% dei bambini occidentali tra i 6 e i 19 anni sono sovrappeso, e l’obesità infantile sta aumentando in tutto il mondo. Ma cosa significa essere precocemente sovrappeso nel periodo che va dalla giovinezza all’età adulta? Il bambini in sovrappeso si trasformeranno necessariamente in adulti grassi e con problemi di salute?
L’epidemiologo David Freedman del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie, dipartimento di Nutrizione, ha approfondito la questione. Sebbene la scienza non abbia ancora prodotto dei risultati definitivi che dimostrino incontrovertibilmente che i fattori di rischio per la salute che dovranno affrontare nel futuro i bambini obesi sono maggiori, le ricerche di Freedman evidenziano chiaramente almeno che l’obesità infantile persiste anche in età adulta.

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Troppa televisione “è un fattore di rischio per l’ asma”

patata

I risultati di una ricerca indicano che i bambini che guardano la televisione per più di cinque ore al giorno hanno un rischio maggiore di sviluppare l’asma, scienziati hanno trovato.I ricercatori hanno concluso che la possibilità di sviluppare questa patologia respiratoria era cinque volte maggiore nei bambini che guardano la televisione per cinque ore al giorno rispetto ai bambini che la guardano per solo un’ora.
Questo potrebbe essere attribuito al fatto che i bambini “poltroni” fanno meno sospiri rispetto ai bambini con uno stile di vita più sano. Le ispirazioni profonde infatti svolgono un ruolo significativo nel migliorare il funzionamento dei polmoni ma stare seduti per oreconduce ad una respirazione poco profonda.

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Il cellulare può dare problemi di fertilità nell’uomo?

cellulare2 Rispondo ad una domanda di un ragazzo preoccupato della sua fertilità.
D. Vorrei farle una domanda a cui la mia insegnate di scienze non ha saputo rispondere questa mattina. È vero che i ragazzi che usano mettere il cellulare in tasca possono avere problemi di fertilità?

R. La tua domanda potrebbe suonare come una leggenda metropolitana, ci sono però i risultati di alcune ricerche che possono confermare che ciò che credi corrisponde a verità.
Pochi mesi fa uno studio pubblicato sul giornale medico Fertility & Sterility ha esaminato l’uso del cellulare in 361 uomini in degenza presso una clinica di fertilità. I risultati hanno indicato che gli uomini che usavano di più il cellulare avevano una significativa diminuzione della quantità qualità e motilità degli spermatozoi presenti nel liquido seminale.

In ottobre, lo stesso giornale medico ha segnalato i risultati di uno uno studio sugli animali effettuato dai ricercatori di Milwaukee in cui si è dimostrato che i ratti esposti sei ore al giorno alle emissioni del telefono cellulare per 18 settimane hanno avuti un’incidenza significativamente più alta di morte delle cellule spermatiche rispetto ai ratti non esposti a tali emissioni. Gli autori di studio hanno dichiarato che risultati indicano che portare il cellulare vicino agli organi riproduttivi potrebbe incidere negativamente sulla fertilità maschile.

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Esperimenti scientifici: questi oggi non si sarebbero potuti fare!

esperimento scientificoChe cosa è successo ai vecchi tempi, quando uno scienziato poteva esercitarsi liberamente in laboratorio, senza troppo preoccuparsi di un problema chiamato etica?

1. Gli studi sull’obbedienza di Stanley Milgram

In questo studio dell’Università di Yale, ai partecipanti è stato detto di far parte di un esperimento sugli effetti della punizione di apprendimento. Essi sono stati incaricati di insegnare a un altro soggetto (lo “studente”) un elenco di parole, e ogni volta che lo studente avesse commesso un errore avrebbero dovuto premere una leva che mandava una scossa elettrica tramite un generatore (le leve andavano da 15 volt fino a 450 volt e l’etichetta indicava “Pericolo: Gravi Shock” e “XXX”.)
Lo studente (che, senza che i partecipanti lo sapessero, non riceveva in realtà la scossa, ma faceva finta di riceverla!) aumentava gradualmente la voce fino al punto di urlare: “non posso sopportare il dolore! Lasciatemi libero! ” Lo sperimentatore però esortava i partecipanti a continuare a infliggere scosse di voltaggio sempre maggiore e quasi il 65% dei partecipanti continuò a rispettare la volontà dello sperimentatore, dando la scarica massima di 450 volt. I partecipanti non erano sadici, dedusse Milgram, semplicemente sentivano il bisogno di obbedire a figure autoritarie.

2. Esperimenti alla Stanford Prison

Nell ‘estate del 1971 Philip Zimbardo mise degli studenti di Stanford in carcere. Agli studenti, volontari ma pagati, furono assegnati il ruolo di guardia o di prigioniero. I prigionieri furono sorpresi nelle loro abitazioni, ammanettati, e portati dalla polizia alla prigione improvvisata nello scantinato del reparto di psicologia. Furono spogliati dei loro effetti personali e gli furono stati dati grembiuli, protezioni in nylon, e numeri di identificazione. Alle guardie in uniforme fu semplicemente detto di far rispettare le regole.
In soli pochi giorni, le guardie cominciarono a elaborare rituali sadici e degradanti per i prigionieri, molti dei quali divennero depressi, ansiosi, o apatici. Anche se sapevano che questo era solo un esperimento, tutte le guardie e i detenuti iniziarono ad adottare il proprio ruolo, sovrastando la loro normale personalità ed individualità. Il risultato fu stato così drammatico che l’esperimento fu interrotto dopo solo sei giorni.

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Le donne che parlano troppo dei loro problemi rischiano la depressione.

depressione Una ricerca realizzata dall’Università del Missouri ha scoperto che le donne che parlano per molte ore dei loro problemi con gli amici, sono soggette ad avere disturbi depressivi.
Lo studio è stato condotto dal docente di scienze psicologiche, Amanda Rose, è durato sei mesi e ha coinvolto sia ragazze che ragazzi. Sono stati esaminati gli effetti del processo di “ruminazione dei pensieri”, che si verifica quando si è troppo concentrati ad analizzare la situazione che si sta vivendo, concedendo troppo spazio all’ansia e alla preoccupazione. La dottoressa Rose ha riscontrato che “il processo di ruminazione” riguarda soprattutto le ragazze adolescenti, e l’ intensità maggiore del fenomeno si verifica in coincidenza di uno scarso rendimento scolastico e soprattutto con l’approssimarsi della primavera.
Queste ragazze si mostrano sempre preoccupate e visibilmente tristi poiché le loro menti sono costantemente focalizzate sul loro disagio. La dottoressa Rose sottolinea che le conseguenze di un tale comportamento possono essere serie, si possono avere vere crisi di ansia e infine arrivare ad una depressione.”La ruminazione dei problemi” sottrae tempo che dovrebbe essere dedicato ad attività positive e alle tipiche esperienze spensierate dell’adolescenza. Questa propositività viene annebbiata dai dubbi sulla propria accettazione nei vari contesti sociali giovanili, non essere invitati ad una festa oppure non piacere ad un certo ragazzo costituisce un vero e proprio blackout emotivo.
La ricerca ha coinvolto 813 allievi della scuola superiore ,i quali sono stati invitati a rispondere a questionari in cui si parlava di depressione, ansia e scarso rendimento scolastico.

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Cellulari e rischio insonnia.

cellulareUna nuova ricerca mostra che usare il cellulare prima di addormentarsi può rendere più difficile l’addormentarsi e il dormire bene.
Lo studio, finanziato dalle aziende di telefonia mobile, suggerisce che le radiazioni del cellulare possono causare insonnia, emicranie e confusione; possono anche diminuire la quantità di sonno profondo – interferendo con la capacità del corpo di riposarsi.
Lo studio è stato effettuato dal Karolinska Insitute (Svezia) e dalla Università Wayne degli Stati Uniti.
Gli scienziati hanno studiato 35 uomini e 36 donne sono invecchiato fra 18 e 45. Alcuni sono stati esposti a una radiazione equivalente a quella ricevuta da un cellulare, altri sono stati messi nelle stesse circostanze, ma gli è stato solo fato credere di essere stati esposti alle radiazioni.
Quelli esposti alle radiazioni hanno impiegato più tempo per entrare nella prima delle fasi più profonde del sonno ed il loro sonno profondo è durato di meno.
Il professor Bengt Arnetz ha detto: “lo studio suggerisce fortemente che l’uso del cellulare è associato con cambiamenti specifici nelle zone del cervello responsabili dell’attivazione e della coordinazione dello stress.”
Un’altra teoria è che la radiazione può interrompere la produzione del melatonina, ormone che controlla i ritmi interni del corpo.

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Lavetevi la mani!

mani puliteUno studio recente sull’abitudine di lavarsi le mani ha trovato che fra le 6.000 persone osservate, quasi tutte le donne si sono lavate le mani, contro solo il 66% degli uomini.
Non lavarsi le mani vuol dire mettere a rischio di infezione voi la vostra partner e tutti quelli che vi circondano. Ogni volta che stringete delle mani sporche o toccate un oggetto precedentemente toccato da delle mani sporche rischiate di infettarvi con molti virus (influenzali e non) e batteri (fecali e non)
Ecco alcuni consigli da tenere a mente:
1. Lavarsi regolarmente le vostre mani. Prima di mangiare; prima e dopo aver cucinato; quando tornate dal lavoro; dopo aver tossito e starnutito; dopo essere andati i bagno; dopo aver toccato superfici e oggetti in zone pubbliche.
2. Lavatevele bene. Per lavare bene si intende: bagnare le mai, strofinare il sapone per 20 secondi e risciacquare sotto l’acqua corrente. Lavate anche sotto le unghie e fra le dita. Asciugatele bene e usate dei fazzolettini per toccare la maniglia dei bagni pubblici.
3. Non toccatevi gli occhi. Prima di toccarvi gli occhi è consigliabile lavare le mani per evitare facili infezioni congiuntivali.

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Notizie brutte e belle sull’alimentazione.

cibo spazzaturaA Maggio a San Diego si è tenuto un importante convegno sull’alimentazione, patrocinato dall’Università dell’Arizona; le ricerche hanno mostrato i risultati disastrosi della dieta moderna.

Tuttavia i maggiori studiosi presenti al consesso oltre ad allarmarci sulle peggiori abitudini assunte negli ultimi vent’anni hanno detto che qualcosa di positivo si sta comunque muovendo…

1. I cacciatori Aborigeni Australiani si alimentano con 800 varietà di verdure e cereali, mentre in media gli occidentali consumano pochissima verdura e solo tre varietà di cereali: mais, soia e grano.

2. In media un terzo dei cittadini assume il 47% delle Calorie da “cibo spazzatura“.

3. In media assumiamo 300 calorie in più rispetto al 1985. Di queste calorie il 23% sono zuccheri aggiunti e il 24% sono grassi aggiunti.

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Sei programmato per amare il cioccolato?

cioccolato Per la prima volta, gli scienziati hanno collegato la preferenza per un alimento, il cioccolato, ad un marker specifico che può essere programmato nel sistema metabolico ed è rilevabile dalle prove di laboratorio. Il marker è attivo negli amanti del cioccolato e spento in tutti gli altri.
Lo studio fatto da ricercatori svizzeri e inglesi accende una luce su una nuova branca della medicina che potrà finalmente classificare gli individui in base al loro tipo metabolico e che potrà essere usato per programmare diete adattate ai bisogni individuali. Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Proteome Research dell’ American Chemical Society.

Sunil Kochhar e colleghi hanno studiato 11 volontari che si sono classificati come “amanti del cioccolato” e 11 volontari “indifferenti al cioccolato”. In uno studio clinico controllato, ogni soggetto ha mangiato il cioccolato o il placebo per un periodo di cinque giorni e i loro campioni dell’urina e di sangue sono stati analizzati. Gli amanti del cioccolato hanno mostrato un profilo metabolico caratterizzato da bassi livelli di colesterolo LDL ( per intenderci il cosiddetto colesterolo “cattivo”) e livelli leggermente elevati dell’albumina, una proteina “buona”.

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Deodoranti e rischio tumori

deodorante Uno studio dell’ Università di Reading ha mostrato che le analisi sul tumore al seno di venti donne hanno riscontrato la presenza di composti chimici chiamati Parabens. La maggior parte dei tumori si sviluppa sul margine superiore esterno del seno, parte che è in genere molto a contatto con i deodoranti.
Lo studio è stato accolto con cautela poiché è ancora da chiarire l’ eventuale presenza di tali composti su donne sane e né si è dimostrato l’ effettivo ruolo dei parabens.

I parabens sono dei composti che imitano gli estrogeni, ormoni in grado di stimolare la crescita del tumore al seno; questo è il primo studio che dimostra che i parabens possono essere assorbiti dalla pelle e se ne riscontra la presenza nei tumori.

Tuttavia altri studiosi sono molto cauti e si oppongono a questi risultati e invitano i ricercatori ad approfondire le ricerche.
Secondo Michael Thun, American Cancer Society’s chief epidemiologist, non coinvolto nella ricerca, si tratta di una leggenda metropolitana; per lui il rischio di tumori al seno, più che dai deodoranti è dato soprattutto dalle terapie ormonali per la menopausa o dall’obesità, in quanto i tessuti grassi producono estrogeni.

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