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Chi di noi non si ricorda del bicchiere di Nesquik bevuto durante i pomeriggi dell’infanzia?
Io ricordo con altrettanta tenerezza la scatola magica di colore gialla con il coniglietto disegnato che sorrideva, bastava aprirla e prendere un cucchiaio e una triste tazza di latte subito si trasformava in una gustosa bevanda.

Purtroppo questi ricordi non sono prerogativa dei bambini ivoriani, che lavorano per la Nestlè! Senza entrare nei più spiacevoli dettagli della vicenda, teniamo a comunicare che la maggior parte del cacao proviene dalla Costa D’Avorio, prodotto dal lavoro di bambini, costretti ad una schiavitù indegna. Ma tutto questo il coniglietto della pubblicità non ce lo dice…
Dopo molti anni in cui questa verità non era emersa nel 2001 finalmente venne fuori. Dopo questa cattiva pubblicità la Nestlè non mostrò alcuna volontà di replicare agli interrogativi che la comunità internazionale poneva. Quando furono costretti ammisero di non saper nulla. Finalmente nel luglio del 2001 fu attuata una nuova legge che imponeva di mettere sul mercato soltanto cioccolato con il marchio “slave free”.

nestlè2La verità è che la Nestlè non si distinse in solerzia per l’applicazione di questo protocollo. Continuò a glissare, mostrando imbarazzo nell’etichettare il prodotto come frutto dell’ operosità di piccoli schiavi.
Nel 2005 nulla sembrava essere cambiato. La Nestlè si espresse con una delle scuse più stupide possibili, ovvero che la crescente guerra civile in Costa D’Avorio impediva di inviare chiunque per controllare che i diritti umani degli operai fossero rispettati. Straordinariamente invece la consueta manica di compratori di cacao non accusava alcun problema ad entrare e ad uscire illesa dal paese.
Diverse ditte specializzate nella vendita di cioccolato stanno ora vendendo prodotti dotati di certificato che attesta l’estraneità dallo sfruttamento infantile.
Tuttavia alcuni consumatori dal palato sofisticato sostengono che questo cioccolato non sia più buono come prima, avvertono che il cambiamento è andato a detrimento del prodotto.

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