giraffa

La maggior parte dell’energia immagazzinata nell’organismo si trova sotto forma di grassi. Qual è l’appropriata quantità di queste riserve, e quali sono i meccanismi che le regolano? Esiste una relazione ideale tra la massa grassa e il peso corporeo totale o la massa corporea magra? Risposte chiare e precise a queste domande non possono, a tutt’oggi, essere fornite.

La massa grassa sembra dipendere, almeno in parte, da fattori genetici. Infatti: 1) nei gemelli omozigoti la distribuzione dei depositi adiposi è molto più simile di quanto si verifichi nei gemelli eterozigoti; 2) i bambini adottati tendono ad assumere le caratteristiche di distribuzione della massa grassa dei loro genitori biologici, e non di quelli adottivi.
Il ruolo dei fattori ambientali, cioè della qualità e della quantità del cibo, è suggerito dall’osservazione di un eccessivo incremento ponderale di animali di laboratorio in risposta alla presentazione di cibo a elevato contenuto di grassi o del cosiddetto junk food (palatine, snacks, bibite dolcificate, ecc.), e di una maggiore incidenza di obesità tra gli immigrati nelle società occidentali che nelle loro popolazioni originarie. L’uomo, inoltre, presenta la caratteristica di avere più cellule adipose (cioè le cellule nelle quali si deposita il grasso) di qualunque altra specie, ad eccezione della balena. Questo fatto può sicuramente contribuire alla maggior tendenza dell’uomo a sviluppare obesità.
Alcune osservazioni suggeriscono l’esistenza di un particolare livello di deposito energetico, tipico di ogni individuo. Infatti, una volta completato lo sviluppo, ognuno tende a mantenere costante il proprio peso corporeo almeno fino alla mezza età, periodo nel quale la maggior parte degli uomini tendono ad aumentare leggermente il loro peso, cioè modificano il loro livello di deposito di grassi. Le stesse osservazioni sono state riportate anche per gli animali di laboratorio. Si possono, sperimentalmente, iper- o iponutrire questi animali, ma quando li si rimette a una dieta libera, essi tendono a riacquistare, modificando appropriatamente sia la quantità di cibo ingerito che la spesa energetica, il loro peso originario e la loro originaria percentuale di grasso.

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