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Shock: come riconoscerlo e cosa fare.

27 aprile 2010 Un Commento

Molti fattori possono causare uno shock: insufficienza caridaca (“shock primario”), e fattori di vario genere (per esempio, una scossa elettrica, una forte emorragia o una reazione anafilattica), e allora si parla di “shock secondario”.
Indipendentemente dalla causa, i sintomi sono in ambedue i casi sempre gli stessi.
I segni esteriori dello shock sono:

  • debolezza;
  • estremo pallore;
  • sudore freddo;
  • polso debole e frequente;
  • respiro aritmico e corto;
  • sete;
  • nausea;
  • scarsità della secrezione urinaria;
  • bassa pressione del sangue (ipotensione);
  • ipotermia;
  • perdita di coscienza.

La cura dello shock deve risalire alla causa, che di solito non comporta problemi per essere individuata. Può essere causato, per esempio, da una brusca caduta della gittata cardiaca, come avviene nella trombosi delle coronarie.

In certi casi (shock ematogeno), è dovuto a una notevole diminuzione della quantità normale di sangue in circolazione: ogni trauma (emorragia interna o esterna, perdita di liquidi causata da ustioni, vomito o diarrea grave) che determini la perdita improvvisa di 2-3 litri di sangue è generalmente letale.
Attenzione: potreste non essere in grado di vedere il sangue se l’emorragia riguarda un organo interno.

In altri casi, il volume del sangue in circolazione non diminuisce, ma può diventare improvvisamente insufficiente a causa della dilatazione dei vasi sanguigni, conseguente a una grave forma di intossicazione, a un trauma al cervello o a shock anafilattico.

Cosa fare.
Quando compaiono i sintomi dello shock, è bene tenere il paziente al caldo e chiamare immediatamente il medico o, se non è possibile, è consigliabile portare il paziente all’ospedale più vicino, possibilmente con un’autoambulanza, perché lo shock, oltre che potersi manifestare improvvisamente, può anche rapidamente peggiorare, se non si interviene precocemente con misure appropriate.

Se è cosciente va messo in posizione antishock: disteso, supino, arti inferiori rialzati rispetto al cuore, coprirlo con una coperta. NB Non sollevare le gambe se c’è un sospetto di trauma alla colonna, al cranio, al bacino o agli arti inferiori

Se è incosciente va posto in posizione laterale di sicurezza con gambe sollevate + coperta

Non somministrare mai alcolici o caffè

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