Appendice, Tonsille, peli, coda… ma a cosa servivano davvero?
Una folta pelliccia per affrontare il freddo, la coda per appendersi agli alberi e anche per manifestare, agitandola, le emozioni. Piedi palmati per nuotare meglio, una doppia fila di denti come gli squali, un pezzo di intestino per digerire la cellulosa dei vegetali, una mandibola capace di aprirsi come quella dei rettili… Il nostro corpo porta scritta in sé, nascosta ma ancora visibile, la storia della sua evoluzione.
La sfortuna dei calvi
Dalle origini dell’uomo, alcuni organi si sono sviluppati infatti in maniera impressionante …
Migliorano le tecniche di conservazione, e spesso mangiamo cibi preparati anni prima. Ma la qualità…
Il record è del sale.
Quello che mettiamo nell’acqua della pasta potrebbe essere stato “prodotto” anche 5 milioni di anni fa. Essendo un minerale non si degrada col tempo. Ma anche altri alimenti di origine vegetale e animale possono oggi, grazie alle nuove tecniche di conservazione (vedere riquadro nella prossima pagina), durare molto più a lungo di quanto succedeva fino a pochi anni fa. La carne surgelata che ci viene servita al ristorante può essere appartenuta …
Anche quando a tavola c’è un solo coperto i commensali sono numerosi: batteri e lieviti mangiano infatti con noi. E nel piatto spesso si trovano parti di muffe e frammenti di insetti. In tutti gli alimenti ci sono decine di batteri e spore di muffe: è normale. Le nostre tecniche di conservazione possono soltanto rallentare il loro sviluppo, non impedirlo. Così gli armadietti della cucina sono il regno degli insetti.
Scatole bucate.
Le scatole di pasta o di riso non sono ermetiche. Ci sono organismi che si sono specializzati nell’arte di penetrarle …
Ecco i principali muscoli della faccia, detti “pellicciai” (se si dovessero elencare tutti sarebbero 154), e alcune delle espressioni che consentono di manifestare.
1) Piramidale (arriccia l’attaccatura del naso): perplessità.
2) Frontale (corruga la fronte): impressionabilità, emozione.
3) Frontale laterale (eleva sopracciglia): sorpresa, curiosità.
4) Sopracciliare (corruga la fronte tra le sopracciglia): concentrazione.
5) Sopracciliare verticale (arriccia l’attaccatura del naso): perseveranza.
6) Elevatore della palpebra: rilassato indica distensione.
7) Orbitale (abbassa il sopracciglio): forte attenzione.
8) Presettale (gonfia la palpebra): stanchezza.
9) Orbicolare (curva il sopracciglio): brio, contentezza.
10) Orbicolare palpebrale …
Quando incontriamo una persona, ancora prima di stringerle la mano, elaboriamo inconsciamente un giudizio su di lei semplicemente guardandola in viso.
È un giudizio sommario, intuitivo, che viene poi corretto dalla conoscenza. Ma che spesso influisce notevolmente sull’impressione generale che ci facciamo di lei. E altrettanto spesso azzecca gli elementi essenziali della personalità. Come facciamo? Certo, conta l’esperienza. E, probabilmente, se la faccia di chi incontriamo assomiglia a quella di una zia antipatica tendiamo ad attribuirle gli stessi difetti.
Labbra sottili? Criminale.
Da una decina di anni invece, secondo nuove ipotesi …
Foto, citazione e libro della settimana sono il mio modo per regalarvi un minuto di relax.
“Proposito per il nuovo anno… più tempo sul tapis roulant”
“ Qualsiasi cosa sia la creatività, è una parte nella soluzione di un problema.” ~ Brian Aldiss
Libro della settimana:
Joe Vitale
Corso di Risveglio – Libro
Ogni anno l’ Osservatorio Aziende Sanitarie Italiane OASI del centro di ricerca CERGAS dell’Università Bocconi, pubblica un rapporto che presenta un’analisi del sistema sanitario nazionale e regionale. Il Rapporto Annuale 2011 dedica un intero capitolo ad una nuova esperienza nel campo sanitario: il low cost.
Lo studio dell’Osservatorio OASI sul low cost in sanità è nato da alcune importanti considerazioni: valutare le potenzialità della formula low cost applicata al settore sanitario, studiare motivazioni e modalità delll’emergere del fenomeno, individuare gli elementi che ne possono favorire o ostacolare l’adozione in sanità.
Nella …
Fino a pochi anni fa, una delle prescrizioni più frequenti dei medici inglesi era “Adt”. Serviva per tutto: artrosi, asma, emicrania… A patto che il malato non si accorgesse che non era un farmaco. L’Adt infatti era l’esatto opposto di un farmaco: una sostanza senza alcun effetto farmacologico, come acqua zuccherata, olio d’oliva, lattosio. La sigla Adt stava per “Any damned thing” ovvero “un accidenti qualsiasi”. Il farmacista lo sapeva e dava, a seconda di quel che aveva nel retrobottega, una pillola gialla, o uno sciroppo verde. Ma la cosa …