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Meningite: dopo l’allarme nel Trevigiano un po’ di informazioni utili per conoscerla e prevenirla.



In seguito al focolaio epidemico che ha appena ucciso tre persone nel Trevigiano mi sembra doveroso parlarvi di questa malattia senza però generare allarmismi inutili dato che Donato Greco, responsabile del Centro di controllo malattie (Ccm) del ministero della Salute, ha dichiarato che “Non c’è un’espansione dell’epidemia di meningite che ha colpito il trevigiano, ne’ un particolare rischio nazionale di diffusione della malattia”.
“Purtroppo – ha precisato Greco, a margine della Conferenza europea dei ministri della Salute a Roma – questa e’ la stagione giusta per le meningiti, che si diffondono molto di piu’ nei mesi freddi totalizzando circa 900 casi l’anno in Italia. Dunque altri casi potrebbero verificarsi”. Per ora, tuttavia, “l’epidemia e’ confinata ad una precisa zona geografica e ad un gruppo etnico definito, e sono stati già trattati con antibiotici circa 800 persone.”Cos’è la meningite
La meningite è una malattia infiammatoria delle membrane che rivestono l’encefalo (meningi), e del liquido cerebro-spinale (liquor). La causa può essere infettiva (batteri, virus, miceti, parassiti) o anche un agente chimico o fisico.

Si riconosce la meningite acuta e la meningite cronica: è definita acuta se il quadro clinico si completa nell’arco di ore o giorni, mentre è cronica quella con sintomatologia che si protrae per settimane o mesi. La mortalità varia chiaramente in rapporto all’agente infettante e in generale la forma virale è più benigna, mentre quella batterica ha mortalità significativamente maggiore.
Oltre a mettere a rischio la vita, la meningite può causare gravi sequele neurologiche: la forma più comune, ovvero quella da Haemophilus influenzae tipo B ha mortalità molto bassa ma causa deficit intellettivi in oltre il 30% dei bambini colpiti, mentre la meningite pneumococcica, gravata da alto tasso di letalità, solo raramente lascia esiti nei sopravvissuti.

Come riconoscerla
Riconoscere i sintomi è il modo migliore per fermare sul nascere questa malattia. I sintomi principali sono:
Negli adulti i segni tipici della meningite sono febbre molto alta, mal di testa intenso, rigidità del collo, spesso accompagnati da vomito improvviso senza nausea né dolori addominali.
Nei bambini più piccoli i sintomi sono più sfumati, caratterizzati da febbre (che però manca nel lattante) e sonnolenza (o, al contrario, irritabilità).
Devono far scattare il campanello d’allarme: una febbre molto alta e un forte mal di testa, soprattutto se «gravativo, avvertito come un «peso», e il vomito a stomaco vuoto.

Oltre al test casalingo (vd. in basso) il test principale per riconoscere una meningite è quello di Brudzinski di I tipo, che si ha quando il soggetto, flettendo passivamente il capo sul tronco, flette gli arti inferiori (vd. immagine del post). Questo non lo dicono i giornali… chissà perchè!

Italo Farnetani, pediatra e docente dell’Università Milano-Bicocca, consiglia ai genitori italiani un metodo “casalingo” per togliersi dubbi e paure. Per distinguere la meningite dalle altre comuni infezioni ecco il test, che si può eseguire in caso di febbre superiore a 38,5°C e uno o più dei seguenti sintomi: vomito, mal di testa, sonnolenza, confusione mentale. È sufficiente invitare il paziente a scendere dal letto e a camminare. «Se riesce a farlo, anche barcollando, non ha la meningite – dice il pediatra – e si deve eseguire l’abituale cura per la febbre. Se cade, cioè non riesce proprio a stare in piedi – conclude Farnetani – potrebbe avere la meningite. A questo punto è bene andare in ospedale».

La diagnosi di certezza si ha solo con l’esame del liquor da eseguire in ospedale.

La terapia è di tipo antibiotica abbastanza efficace se effettuata in tempo.

Cosa fare
Chi è venuto in contatto con persone colpite dalla meningite, non deve farsi prendere dal panico, perchè il contagio da individui malati è , relativamente raro (avviene nel 2 – 4 per cento dei contatti). Comunque, per ridurre al minimo i rischi, chi è stato vicino per molto tempo alla persona malata nel periodo in cui questa ha manifestato i sintomi o nei due giorni precedenti viene curato per qualche giorno con antibiotici a scopo profilattico. A questo trattamento vengono sottoposti di solito il coniuge, chi lavora nello stesso ufficio, il personale medico e gli infermieri che hanno curato il paziente.

Ringrazio Merlinox per il suggerimento :)

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3 Comments

  1. anecòico

    mi hai bruciato sul tempo… e l’hai fatto nel migliore dei modi possibili! :)
    complimenti

    anecòico

  2. Lucia

    Molto utile e interessante questo post, grazie!!!

  3. elsa

    Grazie in aticipo per la risposta: quale precauzione tenere per una bimba di 5 anni emezzo che èstata colpita da meningite virale (pare) ahimè in Nigeria. quindi notizie poche e parziali… non si conosce la terapia addotta… dopo 13 gg verrà dimessa per venire in Italia. Con lei padre e fratello di 8 anni… a stretto contato… che finalmente hanno convinto l’osp. locale dove è ricoverata la piccola a fare il test a entrambi. Ora pare che al momento non vi siano riscontri di danni neurologici… ma che tipo di precauzioni ora per venire in Italia?
    ancora grazie
    Elsa L.

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