Psiche e Soma

Ricette per una vita migliore!

Il miele un miracolo della natura.



miele

Le scienze naturali definiscono l’ape un insetto imenottero, lungo circa 15 mm., di colore bruno nerastro, coperto da una peluria rossiccia; vive in colonie naturali o in arnie preparate dall’uomo e ci fornisce il miele.
Questi insetti realizzano una vera divisione del lavoro; con una struttura sociale improntata sui ruoli gerarchici, con una regina, api operaie e altre api chiamate fuchi, ecc…
Tuttavia, ciò che maggiormente incuriosisce delle api è il loro istinto che le porta ad attingere da determinati fiori il nettare che esse elaborano pro­ducendo questo prodotto chiamato miele e che noi ci soffermeremo a considerare.
Le api, pertanto, estraggono dai fiori gli aromi, il nettare e il polline e tutto ciò, attraverso uno speciale metabolismo che sarebbe troppo prolisso spiegare, viene trasformato in miele: un prodotto molto dolce, che fin dai tempi più antichi è stato molto apprezzato dall’uomo, non solo per il suo sapore, ma anche perché l’uomo non ha tardato a scoprire che il miele possiede anche alcune proprietà terapeutiche ed energetiche, che difficilmente si possono trovare congiunte in altri prodotti della natura.
Abbiamo già fatto riferimento all’istinto delle api; ed è giusto rimarcare che questi insetti non si cibano ai fiori di certe piante velenose; ma attingono solo da quelle innocue, siano esse medicinali o no; per cui il miele, mangiato in dosi normali, non potrà mai arrecare pregiudizio alla salute umana.
Bisogna tenere presente al contempo che, anche se l’ape dovesse casualmente attingere dal fiore di una pianta più o meno velenosa, il suo organismo distruggerebbe la sostanza tossica, per cui il miele prodotto con l’elaborazione di questo nettare non potrebbe essere dannoso.

Composizione del miele

All’aspetto il miele è una sostanza viscosa, di colore giallastro e di sapore molto dolce; la sua composizione chimica ne fa un prodottodi altissimo valore nutritivo e terapeutico.
Le analisi effettuate nel corso del tempo hanno sempre rilevato la presenza di una grande quantità e varietà di vitamine, fra le quali vogliamo ricordare la “A”, la “B1 “, la “C”, la “K” e la “Pp”.
Inoltre il miele contiene anche una grande quan­tità di idrati di carbonio, lipidi, proteine, sali di ferro, calcio, zolfo, fosforo, potassio, doro, iodio e ma­gnesio; mentre sono presenti in minore quantità alluminio, litio, cromo, piombo, titanio, boro, silicio, osmio e nichelio. Sono anche stati rilevati diversi fermenti molto importanti, come la diastasi, la lipasi e l’invertasi che intervengono con grande efficacia nel metabolismo di determinate sostanze, quali l’amido e i grassi.
Ovviamente la qualità del miele è in stretta relazione con i tipi di fiori dai quali le api lo estrag­gono, e di conseguenza dalla natura del suolo sul quale detti fiori si trovano. Sulla qualità influiscono inoltre altri elementi, quali la zona geografica, l’altitudine, la forza solare, ecc.
Dalla qualità del miele dipendono sia il suo valore alimentare che le sue proprietà terapeutiche; ed è stato dimostrato che non tutte le qualità di miele hanno lo stesso effetto sull’organismo umano; e da ciò è derivata una vera e propria classificazione dei vari tipi di miele con le proprie caratteristiche sia alimentari che medicinali.

Proprietà curative

Se le prerogative alimentari del miele sono uni­versalmente conosciute, non si può dire lo stesso delle sue proprietà terapeutiche, applicabili a una vasta gamma di malattie e disturbi.
Naturalmente, per sortire un buon esito da questo mezzo terapeutico, bisogna sapere quale tipo specifico di miele è adatto a curare una determinata malattia.
Abbiamo già detto che una prima importante distinzione fra i vari tipi di miele dipende dai diversi fiori ai quali ha attinto l’ape; e a questo proposito bisogna premettere che sono molte le piante che possiamo definire “da miele”; tuttavia fra queste bisogna ricordare principalmente il timo, il serpillo, l’origano, l’erica, l’acacia, il melone, il lirio, il ro­smarino, il tiglio, il trifoglio, la salvia, la menta, il gelsomino, il narciso, la violetta, la camomilla, il pisello, il grano saraceno, la betulla, la rosa.
Diamoqui di seguito un elenco dei principali tipi di miele medicinale con l’indicazione delle malattie curabili con detti prodotti.
miele d’abete: asma, bronchite e altri disturbi delle vie respiratorie.
miele d’acacia: disturbi renali; inoltre ha pro­prietà toniche e antispasmodiche.
miele di grano saraceno: anemia e denutrizio­ne.
miele d’erica: cistite, reumatismi, ritenzione urinaria.
miele di castagno: disturbi circolatori, dissenteria.
miele di cavolo: malattie delle vie respiratorie.
miele di eucalipto: disinfetta le vie urinarie.
miele d’origano: asma, catarro, aerofagia, reu­matismo.
miele di rosmarino: ascite, cirrosi, itterizia.
miele di tiglio: malattie di nervi; questo miele èinoltre antispasmodico e sedativo; combatte le emicranie e le nevralgie.
miele di timo: catarro, bronchiti e riniti.

Come è naturale ciascuna di queste varietà di miele non solo cura le malattie sopra specificate, ma esercita una serie di azioni benefiche sull’organismo umano. Per esempio, il tanto diffuso miele di rosma­rino è anche un eccellente emmenagogo e un antispasmodico; combatte il deperimento fisico e incrementa le energie cerebrali; è inoltre un buon ricostituente, se somministrato nei periodi di con­valescenza; e cu a efficacemente l’asma e la pertosse. Dal canto suo il miele di tiglio è un buon tonico per lo stomaco e per l’intestino; agisce sul sangue mitigando gli effetti dell’arteriosclerosi.

Altre proprietà del miele

In linea generale si può affermare che il miele, come prodotto medicinale allevia o combatte con grande efficacia quasi tutte le malattie, comprese a volte quelle di carattere infettivo e, in modo speciale le malattie dell’apparato respiratorio, del sistema circolatorio e dell’apparato digerente.
Il miele non serve soltanto come terapia interna, ma è anche un valido aiuto in caso di affezioni esterne; infatti esso rientra nella composizione di numerosi unguenti e pomate, sebbene esso possa essere anche usato allo stato naturale per curare arrossamenti e i bruciori della pelle, per lavare gli occhi o per guarire dalla laringite o dall’afonia con gargarismi preparati con una cucchiaiata di miele sciolta in un bicchiere d’acqua.
I cataplasmi al miele sono indicati per curare la nefrite, il reumatismo, la gotta, la lombaggine, ecc…; essi si preparano cospargendo del miele su un telo e applicandolo direttamente sulla parte interessata e coprendo il cataplasma con un panno di lana. Questo cataplasma può essere cambiato dopo un’ora.
Inoltre, il miele preso la mattina a digiuno è un tonificante dell’organismo e gli conferisce l’energia necessaria per affrontare la giornata.ln caso di av­velenamento dafunghi, si consiglia di somministrare miele mescolato con glucosio e levulosio.
Il miele esercita un’azione vasodilatatoria e diuretica, grazie al suo alto contenuto di levulosio,veramente benefica per l’organismo. Il miele funge inoltre sia da ipertensore che da ipotensore, a seconda delle necessità del caso e a seconda che si adoperimiele di tiglio o miele di biancospino.

Il corretto consumo del miele

Abbiamo già detto che è efficace per l’organismo prendere del miele la mattina a digiuno. Tuttavia, sia nei casi di malattia, sia nei casi di un trattamento ricostituente, bisognerà tenere conto dei distinti tipi di miele nonché delle differenti dosi e forme di trattamento.
Per combattere o cicatrizzare le ulcere gastriche o quelle duodenali, si consiglia di prendere una cucchiaiata di miele di spigo o di rosmarino, preferibilmente a digiuno e senza ingerire nulla nell’ora immediatamente successiva.
Se dopo il pasto si avverte acidità di stomaco, si può prendere una cucchiaiata di miele di origano, diluita in una tazza di succo di limone. Poiché il miele, a prescindere da tutte le sue altre proprietà, è un lassativo leggero ed efficace, se si soffre di qualche disturbo intestinale, e in particolare di stitichezza, si dovrà prendere del miele di timo, preferibilmente allo stato fluido, addizionato con succo di limone.
Gli obesi, per i quali lo zucchero, produttore di numerosissime calorie, è un acerrimo nemico, de­vono sostituire lo stesso con del miele (non importa di quale tipo se non vi sono altre malattie), per dolcificare le bevande e altri alimenti.
Per quanto riguarda le quantità e forme di somministrazione per fini terapeutici, la dose mas­sima di miele che si può ingerire nel corso di una giornata è di 150-200 grammi, in tre o quattro volte; perché una maggiore quantità potrebbe essere irri­tante e controproducente; infatti, malgrado le sue innumerevoli virtù, il miele è in parte un alimento piuttosto pesante per lo stomaco.
Per contro, se preso nella giusta misura, il miele arreca all’organismo degli eccezionali vantaggi. Esso è particolarmente indicato per i bambini (un cuc­chiaino prima dei pasti) e per i lattanti (un cucchiaino in ciascun biberon); esso aumenta il valore nutritivo degli alimenti e facilita l’evacuazione.
Il miele di tiglio è indicato per gli sportivi e per tutti coloro che svolgono un lavoro pesante. Il miele di grano saraceno ha le stesse proprietà.

Il miele nel corso della storia

Abbiamo già chiarito i compiti del miele nella cura di diverse malattie della pelle. Come è facile intuire, questa sua prerogativa lo ha reso popolare fra le donne per il miglioramento e la conservazione della loro bellezza; e ancora oggi esso viene spesso adoperato per sostituire, vantaggiosamente, pomate ed altri prodotti chimici fabbricati per la cosmesi femminile.
Così ad esempio una pelle secca deve essere trattata con una maschera preparata con unc ucchiaino di miele di rosmarino, unodifarina (possibilmen­te di segale), uno di tuorlo d’uovo e un cucchiaino di olio d’oliva; si amalgamano bene tutti gli ingredienti e si applica immediatamente, lasciandola sul la pelle per venti-trenta minuti.
Per tutto quanto detto in precedenza, è facile capire quindi perché i popoli antichi considerassero il miele come autentici raggi di sole convertiti in materia. I greci Omero e Pitagora decantarono i meriti delle api e le meravigliose qualità di questo prodotto derivato dai fiori; inoltre Pitagora, convinto vegetariano crudivoro, era un assiduo consumatore di miele.
Avicenna, il medico arabo, consigliava di combattere la tubercolosi con una miscela di miele e petali rosa. Gli egiziani attribuivano al miele una vasta gamma di virtù: dalla cicatrizzazione di piaghe e ferite, fino alla capacità di conservazione; motivo per cui il miele veniva impiegato insieme ad altre sostanze nei processi di imbalsamazione.
In tempi più recenti si è scoperto che il potere curativo del miele è dovuto agli oligoelementi pre­senti nel la sua composizione, alla presenza di acido formico che viene adoperato dall’ape per aggregare e conservare il composto. Questo acido è un pode­roso agente antisettico e un valido elemento energetico.
Il miele è prodotto e consumato in tutto il mondo, ovviamente sulle varietà e qualità influiscono le condizioni ambientali. Nella zona temperata mediterranea le condizioni del clima e la varietà di fiori e piante consentono un’abbondante produzione di miele di ottima qua­lità.

Previous

L’abc della dieta.

Next

Creato il “laser da tavolo”…

2 Comments

  1. popolus

    bell’articolo,molto esplicativo. lo sapete che il miele è anche un disinfettante e un cicatrizzante? incredibile!!
    peccato che i governi stanno uccidendo apposta le api.così piantiamo tutti gli ogm suicidi.e a tutte le semine ricompriamo dalla Monsanto le sue semenze velenose.
    nel regno unito hanno 1/3 delle api di due anni fa. si aspettano che nel 2009 non esistano più le api inglesi.
    I governi di tutto il mondo stanno irrorando sostanze tossiche con aerei appositi.cercate scie chimiche su google.dobbiamo fermarli.passate parola

  2. Ciao Populus, io penso che questo sia il posto meno adatto per fare propaganda della teoria complottista.

    Capiamoci, neanche io metto in dubbio gli sciachimisti (anche se il 90% di loro spara cavolate fenomenali, CICAP docet), però qui rientriamo in una faccenda talmente delicata e non ancora dimostrata che approfittare di un porto franco come questo per far complottismo…insomma…non è carino.

    Spero’ di non alimentare polemiche e nel caso qualcuno fraintedesse, sappia che io intendo complottismo con questa accezione:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_del_complotto

    Per il resto, un post davvero interessante, non sapevo assolutamente che il miele avesse proprieta’ curative come quelle del MIELE DI TIGLIO!

Lascia una risposta

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén