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Gli atti mancati

26 febbraio 2008 10 Commenti

fediLa nostra vita è costellata da dimenticanze di nomi che non riusciamo a spiegarci, dallo smarrimento di oggetti, da nostri comportamenti che mostrano l’opposto di quello che in realtà volevamo fare.

Se una persona commette un errore involontario nel parlare in genere non vi presta particolare attenzione. In realtà Sigmund Freud parla di questi errori come lapsus che nascondono fenomeni psichici ben precisi. I cosiddetti lapsus verbali accadono quando si vuol dire una cosa al posto di un’altra. Possiamo leggere una cosa diversa da quella che in realtà risulta da uno scritto e in questo caso avremo un lapsus di lettura, oppure siamo in presenza di un lapsus di ascolto quando ci viene detto qualcosa che noi capiamo in modo errato pur non avendo facoltà uditive compromesse…

Una azione sintomatica frequente è quella della perdita di oggetti ai quali possiamo tenere particolarmente. Dietro la perdita dell’oggetto si può celare spesso l’avversione conscia per la persona da cui proviene, oppure quell’oggetto ci può ricordare una persona verso la quale possiamo provare una aggressività inconscia.

Possiamo riporre un oggetto in un posto e successivamente anche a distanza di breve tempo non ricordarci più della sua collocazione, oppure ci si può dimenticare di attuare un proposito considerato da noi importantissimo.

Questi errori rientrano in quelli che Freud chiama “atti mancati”.

La causa di questi comportamenti risiede nell’inconscio. Si tratta cioè di formazioni di compromesso fra quelle che sono le intenzioni reali del soggetto e i desideri rimossi. L’inconscio in questo modo impone il soddisfacimento delle sue tendenze istintive.

Tutti questi atti mancati apparentemente insignificanti e futili possono essere considerati piccoli indizi da cui partire per una maggiore comprensione della vita psichica.

E’ utile considerarli nella vita di tutti i giorni se vogliamo capire qualcosa di più delle persone con le quali interagiamo ogni giorno e soprattutto delle loro reali intenzioni…se la persona con la quale vi dovete sposare si dimentica di portare le fedi in chiesa il giorno del vostro matrimonio, voi cosa potete dedurre da questa “dimenticanza”?

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10 Commenti »

Commento di Lisa72
2008-02-26 18:07:06

che è fuso prima di iniziare… :)
anche perchè le fedi di solito non le porta chi si sposa ma un amico/testimone/incaricato… è che on ti sei ancora sposato ;P
Un abbraccio, Lisa

 
Commento di claudia
2008-02-26 20:40:20

ahaha Lisa, sono l’eccezione, le fedi le avevamo noi :D bellissimo post Dani, davvero!

 
Commento di Airdave
2008-02-26 20:48:10

ehm…
se dovesse succedere a me, cito questo articolo, così a prenderle saremo in due.
Grazie Dan sei la mia salvezza!

 
Commento di Uyulala
2008-02-26 20:49:07

:-) mi fa sorridere perché anche a me è capitato di pensare ad un articolo sui comunisti (visto che su OKNOtizie titoli simili ne son stati postati diversi). Ottima idea però quella di prendere spunto da questa curiosa reazione per parlare di lapsus e atti mancati. (Oddio… ci vorrebbe un trattato enciclopedico….)

 
Commento di anecòico
2008-02-26 20:52:04

ho in mente una certa persona di cui avrei voluto perdere le cose molto volentieri… tutta colpa del mio inconscio, ecco :)

ottimo post

anecòico

 
Commento di Val3riO
2008-02-26 20:54:02

Io oggi avevo letto oggi cuciniamo bambini ahahaha

A parte deficenze varie ottimo articolo complimenti Danie!

 
Commento di rammit
2008-02-26 22:20:57

A me i bambini piacciono dorati e ben croccanti, per la cronaca.

 
Commento di Gloria
2009-07-20 11:41:57

Ma…quando una persona dimentica le proprie cose ( chiavi, cellulari, portafoglio) a casa della propria compagna?

 
Commento di Annina
2010-09-28 12:48:41

aiutoooooooooooo cosa sono gli atti mancati????? O.o

 
Commento di Mario Ancis Riceverà i nuovi commenti via email
2011-12-05 19:44:30

Salve,
io ritenevo che “atti mancati” fossero anche quelli che a me capitano spessissimo – la dimenticanza di un nome – che è, però, legata ad un episodio spiacevole capitatomi precedentemente. Per ricordare il nome, nel tempo, devo analizzare e trovare il perché lo dimentico; se no, cinque minuti dopo che me lo hanno suggerito, me lo sono dimenticato – come fossi già del tutto rimbambito: malgrado i 65 anni, credo di non esserlo… almeno spero!
Mi hanno presentato un compagno di gioco – tennis tavolo: ebbene, il nome lo dimenticavo sempre, sino a quando non l’ho collegato all’episodio negativo che me lo faceva dimenticare. Aveva, infatti, lo stesso nome di uno pseudo amico, commercialista, che, anni fa, mi ha fregato un bel po’ di soldi: ora, lo ricordo perfettamente.
Sono un insegnante e, circa trentacinque anni fa, ho studiato psicologia per due anni da una psicologa: avrei giurato che gli atti mancati fossero del tipo che ho descritto. Ricordo male?
Grazie per l’attenzione,
Mario Ancis

 
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