Psiche e Soma

Ricette per una vita migliore!

E’ pericoloso fare il bagno dopo mangiato?



bagno

Se, in qualunque momento della vostra vita, vi siete trovati con del cibo in mano vicino all’acqua (mare o piscina) allora avrete sicuramente sentito questo mito: ”Non potrai farti il bagno prima di mezz’ora!” (varia fino a tre ore a seconda del mito tramandato)

Nel caso avreste voluto infrangere la regola, le implicazioni sarebbero state: crampi, impossibilità a nuotare, annegamento e morte. Questa regola si applica chiaramente anche per l’acqua poco profonda. In accordo con le statistiche il contatto acqua-pelle ha delle proprietà magiche che inducono il cibo presente nel vostro stomaco a esplodere a meno che non abbiate superato un qualche tratto dell’apparato digerente.

Cosa c’è di vero e cosa è completamente sbagliato.

Inanzitutto non siete dei Gremlin. Come avrete già potuto indovinare, l’acqua, infatti, non ha proprietà mortali se viene a contatto con la pelle subito dopo mangiato; entrare nell’acqua dopo mangiato non è più pericoloso di farsi una camminata.
Infatti, il movimento del vostro corpo nell’acqua, specialmente se siete un ragazzino con i braccioli, è più limitato di quello di una classica camminata.
E’ sotto inteso che se siete un nuotatore professionista e volete allenarvi seriamente di sicuro non vi verrebbe voglia di farlo dopo aver mangiato la pasta al forno… e questo vale per tutti gli sport e gli allenamenti pesanti perchè in quel caso i muscoli sottrarrebbero il sangue allo stomaco impedendo un’ottimale digestione.

L’unica cosa pericolosa è lo shock termico ovvero l’immersione in acqua molto più fredda del vostro corpo ma basta bagnarsi lentamente e questo pericolo è più che scongiurato.

Come è nato questo mito?

Nasce da vecchi racconti delle nonne che sono poi diventati popolari nel corso degli anni. Il presupposto sarebbe che lo stomaco sottrae l’ossigeno che serve ai muscoli per nuotare. In realtà, la quantità di ossigeno che il vostro corpo usa per nuotare non è per nulla intaccata da quella usata per digerire anche nel caso voi abbiate mangiato recentemente.
Chi è stato imbrogliato?

Almeno tutti i bambini (soprattutto italiani…) dagli anni ’70 in poi; il problema è che nel momento in cui i ragazzi scoprono che questo è un falso mito rischiano di non credere più neanche a tutte le altre avvertenze più serie e reali tipo quella di non fare il bagno se sta piovendo!

Io ho sempre fatto il bagno dopo mangiato con le uniche precauzioni di bagnarmi lentamente e di non sforzarmi troppo evitando ad esempio di giocare a pallanuoto o di fare pesca subacquea.

NB: Tutto ciò non vale se avete bevuto alcolici!

Bibliografia
Traduzione rivistata The 6 Most Frequently Quoted Bullsh*t Statistics
Pubblicazione della New York University School of Medicine
New York Times

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35 Comments

  1. molto interessante.. non so nuotare, vale anche per la doccia? ;P

  2. Non ho mai sentito la motivazione dell’ossigeno. Per come lo conosco io il mito era che l’acqua fredda bloccava la digestione, il che è parzialmente vero.
    Prendendo il brevetto da sub ho scoperto la verità, cioè che non conta tanto la temperatura dell’acqua in sé, quanto lo shock improvviso di escursione termica.
    E i bello è che, a parte i sub, mi ritrovo ad essere una specie di santone visionario quando cerco di spiegare l’assoluta igienicità di un bagno dopo mangiato.

  3. Mi permetto di precisare che il problema fondamentale nell’immergersi in acqua dopo mangiato parte, certamente, dal fatto che l’acqua avendo la temperatura ben più bassa di quella corporea, provoca nell’immersione un richiamo di sangue verso le zone periferiche del corpo le quali, essendosi freddate per induzione, hanno bisogno di calore e ne traggono apunto dal sangue che circolerebbe così ben più abbondante proprio perché costretto da questa necessità causata dallo sbalzo termico. Ne consegue che, se nei processi digestivi è l’intestino a richiamare a se sangue in quantità consistenti proprio per le operazioni di scissione molecolare e diffuzione dei nutrienti…. in questa situazione di sbalzo termico il sangue verrebbe a mancare proprio dove invece servirebbe di più. Quindi le somme sono subito tratte:1) sangue in abbondante migrazione verso l’intestino per la digestione; 2) sangue in abbondante flusso verso le zone periferiche del corpo per apportare calore; 3) scarso afflusso di sangue al cervello e ai polmoni. Da tutto cio’ scaturisce il mancamento ed il conseguente annegamento.

  4. @anecoico: almeno la doccia falla! :D

    @Agente Mangiariano: ho preso anche io il brevetto di sub! E’ vero ch si capiscono molte cose studiando i libri per il brevetto.

    @Edoardo: grazie per la precisazione e mi fa molto piacere sapere che studi medicina e che fra un po’ saremo colleghi (o già lo siamo?) :)
    Il fatto dello shock termico lo cito nel post ma per evitarlo basta immergersi lentamente(o no?)… tutta la dinamica dello shock mi sembrava inopportuna scriverla perchè troppo tecnica.

  5. io sapevo che se si entrava in acqua prima che iniziasse la digestione non c’erano problemi appunto per lo shock, ma se dici che basta bagnarsi adagio ok, mi fido

  6. scusate l’intromissione ma qui mi pare di aver letto una fregnaccia nel commento di Edoardo…. ovvero:

    l’acqua avendo la temperatura ben più bassa di quella corporea, provoca nell’immersione un richiamo di sangue verso le zone periferiche del corpo le quali, essendosi freddate per induzione, hanno bisogno di calore e ne traggono apunto dal sangue che circolerebbe così ben più abbondante proprio perché costretto da questa necessità causata dallo sbalzo termico

    Per quel che ne so (e non credo di sbagliare) in realtà leffetto dell’acqua fredda sarebbe esattamente l’opposto cioè una vasocostrizione periferica e non un iperafflusso… questo almeno finchè non avviene una vasoparalisi e susseguente congestione ematica dei vasi…

    o sbaglio?

  7. gnikisi

    e perchè non vale con l’alcohol ?

  8. kl1fct

    anche io vorrei sapere con precisione l’effetto degli alcolici..magari semplicemente richiedono più “lavoro” quindi più sangue per essere smaltiti?

  9. Alex

    Engelium non sbagli affatto,e riguardo quello che c’è scritto sull’articolo si potrebbe dire che non è del tutto sbagliato, ma preferisco dire che non è del tutto corretto.
    Non basta bagnarsi lentamente per far il bagno,perchè l’effetto di vasocostrizione c’è sempre poichè non riuscirete mai a farvi il bagno o la doccia con l’acqua alla temperatura corretta.
    Volete sapere perchè? Presto fatto! Misuratevi la temperatura corporea con un semplice termometro quando state bene. La misura rilevata sarà intorno ai 35°C – 36°C. Quella reale inerna al corpo è superiore di 0,5°C. Questo perchè la temperatura che misurate è semplicemente quella esterna. Se non mi credete provate a toccare la tazza che contiene il thé caldo, e poi infilateci la mano dentro! …e tenete conto che la tazza trasmette più efficientemente il calore rispetto alla pelle umana.
    Dunque, se non volete incorrere in problemi, fatevi il bagno/doccia con l’acqua alla temperatura intorno ai 36°C – 37°C, se non vi fa problemi uscirne come pesci bolliti… XD

  10. Susanna

    scusate l’intromissione ma qui mi pare di aver letto una fregnaccia nel commento di Edoardo…. ovvero:

    l’acqua avendo la temperatura ben più bassa di quella corporea, provoca nell’immersione un richiamo di sangue verso le zone periferiche del corpo le quali, essendosi freddate per induzione, hanno bisogno di calore e ne traggono apunto dal sangue che circolerebbe così ben più abbondante proprio perché costretto da questa necessità causata dallo sbalzo termico
    ” Per quel che ne so (e non credo di sbagliare) in realtà leffetto dell’acqua fredda sarebbe esattamente l’opposto cioè una vasocostrizione periferica e non un iperafflusso… questo almeno finchè non avviene una vasoparalisi e susseguente congestione ematica dei vasi…

    o sbaglio?”

    Si, c’è uno sbaglio di fondo. C’è una vasocostrizione e immediatamente seguente un afflusso di sangue per riscaldare la pelle e mantenere la temperatura vitale.
    Nella nostra città di mare, quasi ogni anno muore una persona per questo motivo; vi darei i link del quotidiano ma non so dove cercarli.
    Cordialità a tutti

  11. cicalacic

    mi permetto di aggiungere che un brusco calo di temperatura può alterare il normale funzionamento del pancreas e della colicisti causando una mal formazione degli enzimi gastrici e questo può causare una cattiva digestione o una non adeguata preparazione del chimo per l’intestino che riceverebbe il contenuto troppo acido o troppo basico e alla lunga può causare dei danni a livello del tenue…naturalmente è un fattore assai remoto…è più probabile una congestione dovuta alla variazione termica ma essa è altrettanto probabile in pieno inverno se non ci si copre adeguatamente dopo mangiato!!

  12. Immagino che il discorso non valga se si sono bevuti alcolici in quanto l’alcol è un vasodilatatore, di conseguenza non si dovrebbe avere la vasocostrizione con tutto ciò che ne consegue, giusto?

  13. Francesco

    Dunque cara mamma, facendo un breve calcolo, 3 ore al giorno per i 3 mesi estivi di tutta la mia infanzia fanno un totale di 5400 ore. MAMMA NON TI PERDONERÓ MAI!!!!! :-)

  14. Allora d'inverno, chi disgraziatamente dovesse uscire di casa dopo pranzo (per un'emergenza e non ne potesse proprio fare a meno....) sicuramente muorirebbe schiantato dal freddo, visto che la temperatura esterna è ben lontana da quella del proprio corpo

    Allora d’inverno, chi disgraziatamente dovesse uscire di casa dopo pranzo (per un’emergenza e non ne potesse proprio fare a meno….) sicuramente muorirebbe schiantato dal freddo, visto che la temperatura esterna è ben lontana da quella del proprio corpo (almeno qui in provincia di arezzo si raggiungono anche i 2 – 3 gradi sotto lo zero – non so se voi abitate all’equatore….). ho pure una storiella divertente capitata ad un’amica in vacanza in thailandia: bellissima escursione organizzata su di un barcone in mare, con pesca e bella grigliata a bordo…poi per tutti i turisti a bordo bagno nel mare cristallino….eccetto che per il gruppo di italiani, perchè sono deboli di stomaco!!!!per loro escursione a piedi su ll’isola!!!! la potenza dei luoghi comuni e dei pregiudizi è veramente incredibile!!!! per quanto mi riguarda fino a dieci anni fa aspettavo 3 ore… adesso sono libero, e liberi sono anche i bambini che ho nel mio gruppo ai centri estivi: in 10 anni di bagni dopo pranzo non me n’è morto nemmeno uno!!!! altra scenetta simpatica: piscina costoli a firenze, il mio gruppo mangia panino ecc. e si ributta in acqua… l’altro gruppo mangia e siccome gli animatori temono la congestione nelle 3 ore successive il pasto, si mettono a fare le mini olimpiadi alle una di pomeriggio, sotto il sole e con almeno 38°……

  15. scusa, perché non va bene fare il bagno quando piove?

  16. @Theo per via dei fulmini ;)

  17. io ho sempre fatto il bagno dopo mangiato e anche mentre pioveva.

  18. :P Giusto! Diciamo che è meglio evitare se c’è un temporale :)

  19. Doctor House

    Ragazzi ragazzi.. una bella muta da surf e via!

  20. dennone

    scusate, quindi se ho capito bene l’unico chiamiamolo “pericolo” ce l’ho solo se non mi bagno poco alla volta e solo in acqua fredda..?

  21. L’alcool si evita, + ke altro se ne bevete troppo e siete belli ubriachi, chiamatemi vorrei vedervi nuotare :)

    per il resto, una volta ho mangiato direttamente in acqua, mentre pioveva, c’erano fulmini e c’era eclissi di sole.

    Per fortuna non sono morto.

    andate qui a vedere le foto di belle donne che sono al lago

    http://www.gronoshop.com/

    ciao!

  22. Giovanni

    Chi è l’ignorante che a scritto sto post??? Aimè nella mia città l’anno scorso è morto un bambino di 8 anni per esserse cascato in acqua dopo cena. nessuno parla di esplosione di cibo, ma prima delle 2-4 ore, intervallo nel quale si attiva e conclude la digestione, un forte shok termico come quello dell’ acqua….che solitamente è al disotto dei 25 gradi…ammeno che non vivete in un posto dove il mare è una latrina…provoca il blocco dell’attività digestiva…con decesso immediato! prima di scrivere certe cose…ricordatevi che certe stronzate vengono lette aimè anche da persone che si fidano e una volta tuffatesi dopo pranza in vacanza in sardegna, dovreste averle sulla coscienza e la dignità di portargli i fiori sulla lapide! Cretini!

    • ma scusa la parte in cui c’è scritto:”L’unica cosa pericolosa è lo shock termico ovvero l’immersione in acqua molto più fredda del vostro corpo ma basta bagnarsi lentamente e questo pericolo è più che scongiurato” la hai letta o scrivi cose solo perché hai bisogno di dare del cretino a qualcuno dato che ti dà fastidio dover riconoscere di esserlo almeno 10 volte al giorno?

    • Jared

      Ma non è assolutamente vero!
      La congestione non esiste! Non è un termine scientifico, medico o clinico.
      Quindi non è possibile che nel referto medico di quel bambino sia scritto “morto per congestione”.

      A Seapoint i bambini fanno il bagno con l’acqua a 12 gradi, mangiano si tuffano, mangiano si tuffano.
      Io stesso ho fatto il bagno al fiume in settembre con l’acqua a 17 gradi dopo aver mangiato tantissimo: grigliata di carne, birra, pane, verdure, crostata…
      non è successo niente ne a me, ne ai figli piccoli del mio amico, ne a nessuno che era lì.
      In Svizzera ho visto gruppi di persone tuffarsi in costume sulla neve a conclusione di una bella mangiata.

      Il corpo umano ha una temperatura di 37 gradi che mantiene sempre.
      Se esci fuori con – 2 gradi, la tua temperatura rimane 37.
      Se ti immergi nell’acqua a 12 gradi la tua temperatura rimane 37.
      Il corpo ha una termoregolazione perfetta e cambia la sua termogenesi a seconda della necessità e tutto per mantenere la stessa temperatura.
      Se la temperatura si abbassa allora sta cominciando un processo di ipotermia, che è una cosa grave ma che avviene dopo tanto tempo che si è esposti a temperature troppo basse tali che il corpo non riesca più a mantenere la sua temperatura.

      Non esiste fisiologicamente che il corpo umano non riesce a mantenere la temperatura ottimale organica solo perché ci si tuffa nell’acqua a 24 gradi.

      Ma considerando che per digerire una fetta di pane ci vogliono 6 ore e che per digerire una scatoletta di tonno ci vogliono 8 ore, cosa cambia dopo 2 o 3 ore visto che state ancora digerendo il cibo e se questa leggenda metropolitana senza senso fosse vera, il rischio continuerebbe ad essere lo stesso anche dopo 10 ore, dopo aver mangiato un’insalata di riso?!

  23. denny

    comunque piu si è a pancia piena e piu si è appesantiti.. la digestione chiama sangue all’ intestino quindi il bagno in acqua con temperatura piu bassa a quella corporea frega sangue alla digestione intestinale.. una doccia calda veloce non fa nulla.. un bagno nel mare (anche se l’acqua è come pisciazza) invece si

  24. TicTacToe

    Sono tutte cazzate quelle sulla congestione, ma quali tre ore di attesa! Solo in Italia abbiamo queste fobie, all’estero se ne fregano. Potete tranquillamente abbuffarvi e buttarvi in acqua subito, non succede assolutamente niente. Fidatevi.

    A San Lorenzo al Mare un turista finlandese di 34 anni, ingannato dalle alte temperature, ha fatto il bagno dopo aver mangiato ed è morto a causa di una congestione. Si sono rivelati purtroppo inutili i soccorsi di rianimazione da parte del 118. L’uomo è morto sull’ambulanza che lo portava all’ospedale. Il drammatico episodio è accaduto nel primo pomeriggio di ieri. Il 34enne in ferie insieme con alcuni connazionali in un campeggio di della zona, dopo avere mangiato ha voluto fare un bagno. E’ probabile che venga disposta l’autopsia per accertare le cause precise del decesso.

    *********************

    Giuseppe Festa, turista 41enne di San Donato Milanese, era in piaggia a Levanto con la compagna, il fratello e la moglie di quest’ultimo.
    Subito dopo aver pranzato, l’uomo si è gettato in acqua e il malore è arrivato subito.
    Da terra, notando le difficoltà manifestate dall’uomo, preda della corrente che lo ha trasportato fino ai bagni del Casinò Municipale, si sono subito gettati in mare due bagnini della spiaggia Pipetta, per soccorrerlo.
    Una volta trasportato a riva, il milanese, purtroppo, era già in stato di incoscienza. Vani i tentativi di rianimarlo effettuati dagli operatori della Croce Rossa e del medico del 118 giunto da Bugnato: l’uomo è spirato e il medico legale di La Spezia ne ha confermato il decesso per infarto intestinale.
    Il corpo è stato portato all’obitorio dell’ospedale San Nicolò di Levanto.

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    Ieri, mercoledì sul lungomare di Eboli è morto un ragazzo di 25 anni. Daniele Salerno era un bracciante agricolo, nato in Germania, viveva ad Acerno e ieri si è concesso un giorno di riposo dal lavoro. È andato con il fratello e due amici al mare. Lo ha stroncato una congestione provocata dall’ingresso in acqua in piena fase digestiva. Aveva mangiato due panini insieme agli altri ragazzi ed era subito entrato in acqua. Senza aspettare, ha commesso l’errore che gli è costato la vita.

    I ragazzi sono arrivati alla Marina di Eboli alle 10 di ieri. Alle 13, la comitiva ha deciso di mangiare. Dopo il secondo panino, Daniele si è diretto verso il mare. Vento e onde nella norma. Anche gli altri amici si sono avvicinati all’acqua, ma Daniele si è sentito male. Una fitta al petto e un dolore allo stomaco lo hanno fatto accasciare sulla sabbia bagnata. Sono intervenuti due bagnini di un lido vicino alla spiaggia libera. Hanno effettuato un massaggio cardiaco, ma Daniele non ce l’ha fatta. Sono arrivati anche ambulanza e carabinieri, ma il cuore di Daniele aveva smesso di battere. Il medico legale ha accertato l’arresto cardiocircolatorio provocato dalla congestione.

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    Tragedia ieri a Campolongo, frazione costiera del comune di Eboli. Un uomo di San Cipriano Picentino, 48 anni, Luigi Farina, è morto nel tentativo di salvare due ragazze, le figlie della sua compagna, che dopo essere rientrate in acqua in seguito alla consumazione del pranzo avevano avvertito delle difficoltà e quindi chiamato aiuto. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti Luigi Farina si è quindi tuffato in acqua ma egli stesso, a causa probabilmente della digestione ancora in corso, si è subito sentito male, forse per una congestione scatenatasi in seguito all’impatto con l’acqua.

    Si sono quindi tuffati altri bagnanti che hanno riportato a riva le due ragazze e l’uomo, apparso subito in condizioni critiche. Stando a quanto riferito dagli inquirenti, dopo un tentativo di primo soccorso l’uomo è stato prontamente trasportato all’ospedale di Eboli, dove però, stando a quanto si è appreso, è giunto già cadavere, nonostante i medici abbiano tentato di rianimarlo.

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    Ennesima tragedia in mare, in un’estate listata a lutto, quella avvenuta ieri pomeriggio poco prima delle 17 al bagno Costanza del Forte dei Marmi. A perdere la vita, a causa di un arresto cardiocircolatorio provocato da una congestione, è stato un turista tedesco di 59 anni, Peter Roemhild, in vacanza in Versilia con la moglie, un familiare e un amico, tra l’altro medico, che ha provato a rianimarlo praticandogli il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca prima ancora dell’arrivo dell’ automedica e dell’ambulanza. Inutile anche l’intervento della equipe medica del 118 che con il defibrilatore ha tentato l’impossibile per salvare l’uomo, che si è sentito male non appena entrato in acqua, perdendo conoscenza, ma è morto in pochi istanti.

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    Un turista di 58 anni, Giuseppe Corrente, di Venezia, è morto nel pomeriggio al largo di Lesina a causa di una congestione, dopo avere salvato il nipotino di cinque anni che era caduto in acqua da un pedalò.
    L’uomo, che era da qualche giorno in vacanza con la famiglia sul Gargano, aveva preso in fitto il pedalò nella località balneare di Torre Mileto e si era allontanato verso il largo insieme con il nipotino. Quando il bambino è caduto in mare, Corrente si è immediatamente tuffato per salvarlo ed è riscito a riportarlo sull’ imbarcazione. Si è però sentito male subito dopo ed è morto. Altri bagnanti che erano nella zona e che hanno sentito le grida del bambino, hanno raggiunto il pedalò e lo hanno trainato a terra. Il bambino è rimasto illeso.

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    PIACENZA, 24 MAG – Tragedia a Sant’Antonio a Trebbia, località in provincia di Piacenza: un 14enne è morto in seguito a una congestione. L’adolescente, uscito con i genitori per una scampagnata, ha deciso di tuffarsi in fiume poco dopo aver pranzato: quando è stato colpito da malore è stato risucchiato dalle acque, morendo annegato. Anche i soccorsi prestati dai familiari si sono rivelati inutili.

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    Bambino fa il bagno in piscina e muore per congestione

    26 luglio 2010 — pagina 2 sezione: ROMA
    TRAGICO epilogo di una giornata in piscina per un bambino di nove anni nato a Roma ma residente a Passo Corese, che ieri pomeriggio è morto al Green Park del comune in provincia di Rieti. I medici del 118 hanno potuto solamente constatare il decesso del bambino. Sono i carabinieri di Passo Corese a condurre le indagini: dai primi accertamenti la morte potrebbe essere dovuta a una congestione. Erano circa le 16 quando il bambino prima ha vomitato il pranzo e poi si è tuffato in acqua. In piscina si è sentito male e sono stati inutili i tentativi di rianimarlo. Ad assistere alla scena c’ era la mamma. La salmaèa disposizione dell’ autorità giudiziaria che potrebbe disporre oggi l’ autopsia.

    • Jared

      Andrebbero denunciati questi giornalisti!
      La congestione non esiste, non è un termine medico o clinico riconosciuto.
      Quindi nessuno coroner sano di mente scriverà mai “deceduto per congestione”.

      Quindi quale sarà la vera causa di morte? Colpo di sole? Infarto per malformazione congenita? Avvelenamento?

      Di certo non può essere un processo che non esiste, che è opera della fantasia di alcune persone. La congestione. Non esiste e non è mai esistita.

  25. Stefano

    Fare il bagno dopo mangiato fa male? Non fare il bagno subito dopo mangiato, lo sai che non si può è una tipica frase che qualsiasi madre almeno una volta ha detto al proprio figlio e la risposta al perché perchè farsi il bagno dopo aver mangiato è pericoloso poiché determina una congestione.
    Vediamo in questa sede qual è l’eziologia dei malori legati all’ingresso in acqua dopo il consumo di un pasto.

    Perché non si può:
    Il problema principale è legato allo sbalzo termico corporeo che si viene a creare passando da una condizione ambientale di temperatura più elevata (tipica dello stare distesi sulla spiaggia per prendere il sole durante le calde giornate estive) ad una più bassa tipica dell’ambiente marino durante le ore diurne (come sapete la terra riscalda prima del mare, quindi ad eccezione di giornate dalle temperature elevatissime, l’ambiente acquatico risulta essere sempre caratterizzato da temperature più basse rispetto alle temperature terrestri).

    Tale escursione termica negativa determina vaso costrizione del letto vascolare.

    Questo è un adattamento che il corpo mette in essere in risposta alla diminuzione della temperatura esterna al fine di mantenere in omeostasi la temperatura corporea interna.

    La riduzione del calibro del sistema venoso determina un minor ritorno di sangue venoso al cuore.

    Le camere cardiache si distendono di meno.

    Questo fa venire meno il meccanismo eterometrico della contrazione ventricolare avvallato dalla legge di Frank-Starling (per la quale maggiore è la distensione delle camere cardiache indotta da un elevato flusso di volume ematico di ritorno e maggiore è la forza contrattile del ventricolo sinistro nell’eietare il sangue nel circolo sistemico) attraverso il quale la gittata sistolica può avvenire efficacemente.

    Il diminuito flusso ematico di ritorno non consente di distendere sufficientemente le pareti cardiache e quindi non consente nemmeno di attivare il meccanismo eterometrico con il quale la gittata sistolica avviene e, pertanto, la portata cardiaca non può essere mantenuta.

    La presenza di barocettori (recettori di pressione) all’interno delle camere cardiache avverte il diminuito ritorno di sangue, ed al fine di mantenere la portata cardiaca aumenta il meccanismo cronotropo (frequenza cardiaca).

    Questo sistema non è economico e nemmeno efficiente.

    L’aumentata frequenza cardiaca aumenta lo svuotamento delle camere cardiache fino a permettere una progressiva ed inferiore capacità di riempimento delle stesse.

    L’aumentato svuotamento per opera del meccanismo cronotropo positivo ed il diminuito riempimento per via del ridotto ritorno venoso porterebbero le camere cardiache, in presenza di poco sangue, a deformarsi.

    La presenza di maccanocettori al loro interno avverte il disagio ed attivano il nervo vago responsabile della sincope vaso vagale che porta alla perdita di coscienza e, quindi, svenimento.

    A questo fenomeno si deve aggiungere il fatto che la variazione termica avviene quando il soggetto è in piena fase digestiva.

    La digestione necessita di sangue per poter espletarsi nel migliore dei modi. Ma la necessità di irrorazione degli organi principali ha la priorità sull’apparato digerente al quale viene sottratto buona parte del sangue.

    Anche questa situazione è ritenuta responsabile di uno shock vagale per il quale il soggetto sviene.

    Lo svenimento porta il soggetto ad acquisire una posizione clinostatica che, pertanto, favorisce nuovamente il flusso sanguigno verso il cuore.
    Il problema è che il soggetto svenuto muore ancor prima di aver potuto riprendere i sensi poiché annega.

    Quindi, in virtù di ciò, si era avanzata l’ipotesi che il rischio di morte da congestione digestiva indotta da sbalzo termico non fosse determinato dalle conseguenze primitive derivanti dall’alterazione delle funzionalità gastro-enteriche ma dall’ambiente (mare) nel quale esse si manifesterebbero portando, quindi, ad annegamento!

    Ma questa versione, tuttavia, non spiega le casistiche di morte avvenute dopo aver bevuto bevande molto fredde/ghiacciate o mangiato alimenti freddi non necessitanti di importanti e laboriosi processi digestivi (ad esempio: fetta di anguria) ed ai quali, soprattutto, non ha fatto seguito l’ingresso in acqua.

    Questi eventi fanno dunque ripensare alle cause di morte occorrenti per annegamento seguente a perdita di coscienza indotta da un blocco delle funzionalità digestive.

    In questi casi, l’annegamento è da considerare quale epifenomeno legato al locus ambientale dove si trova l’individuo in occasione di tal tipo di malessere.

    E quindi, nonostante le cause scatenanti non siano ancora ben certe in termini assoluti sembrerebbero ricondurre verso lo “shock vagale”.

    Ecco di seguito alcuni consigli per evitare situazioni spiacevoli di tal natura.
    1) Recatevi sulla località balneare dopo aver espletato le vostre funzionalità digestive post-prandiali (circa 3 ore dopo aver finito di consumare il pasto).

    2) Oppure, se andate in spiaggia con l’obiettivo di trascorrere lì tutta la giornata, non consumate pasti completi in quanto laboriosi dal punto di vista dell’attività digestiva.

    Quindi, tralasciate tutte le fonti alimentari che necessitano di processi digestivi lunghi: carne, insaccati, pasta, pane, riso, torte, etc.

    Limitate il vostro introito calorico, in tali condizioni, verso cibi molto più rapidi nei processi digestivi come ad esempio la frutta e la verdura.

    Inoltre, tali fonti alimentari si addicono molto bene alla fattispecie delle condizioni climatiche in cui vi trovate poiché favoriscono:

    un processo d’idratazione indiretta per il loro elevato contenuto d’acqua;

    l’apporto di sali minerali indispensabili che con l’abbondante sudorazione, naturalmente occorrente in presenza di condizioni climatiche estreme come quelle estive, vengono persi;

    l’apporto di vitamine, tra le quali quelle ad attività antiossidante.

    3) Ancora, dopo aver scelto il tipo di alimenti più idoneo al contesto ambientale, diventa importante anche il fattore quantitativo-alimentare; cioè la frutta e la verdura si sposano molto bene ad esigenze di rapida digestione ed assorbimento dei loro nutrienti ma sempre che le quantità introdotte non vadano oltre le capacità che il corpo ha di gestire la loro digestione in tempi brevi.

    4) Evitate in modo assoluto cibi e bevande molte fredde.

  26. Stefano

    Scrivere un post del genere è di una gravità inaudita… Superficiale, pericoloso, si scherza su di un argomento molto più complesso di quello che si pensi.

    VERGOGNA!!!

  27. Tic Tac Toe

    stefano, non avrei saputo spiegarlo meglio… anzi manco peggio dato che non sono un medico : )

    io ho avuto un principio di congestione l’inverno scorso solo per essermi mangiato di fretta un panino bello potente in un locale non riscaldato senza indossare la giacca a vento.
    Ho avvertito un forte dolore all’addome con senso di costrizione e la sensazione che il cuore stesse trascinando un elefante in salita. Mi sono subito indotto il vomito, messo addosso tutto quello che potevo per coprirmi e sdraiato sul divano per rilassarmi. Poi mi sono fatto un tè caldo e mi sono ripreso in circa 15 minuti, ma mi sono veramente c****to sotto!
    Da allora inoltre non bevo MAI roba ghiacciata, e il gelato con molta calma.

  28. Riccardo

    Io ho trovato molto utile il contenuto di questo post.
    Francamente penso che la statistica dia ragione all’autore.
    In un anno sono davvero molte migliaia le persone che pur contravvenendo alla regola di aspettare dopo i pasti riportano a casa la pelle. Il fatto poi che invece qualcuno muoia dopo essersi butatto in acqua dopo pranzo non vuol dire necessariamente che sia stata l’acqua ad ucciderlo.
    E’ solo una correlazione che vale come tale.
    Mi pare di capire che comunque molta attenzione si debba prestare ad evitare lo shock termico e questo magari, seppur sia stato detto, era bene sottolinearlo.

    Di certo pero’ Il FALSO MITO, cosi’ come viene presentato non riguarda solo nonne sprovvedute.

    Allego questo link ad un sito pubblicizzato in tv in cui al punto 5 di un decalogo per la sicurezza in acqua si cita proprio questo.
    http://www.educazioneacquatica.it/public/uploads/pdf/dec_sicurezza_inacqua.pdf

  29. candido allegario

    Questo articolo è tradotto parola per parola (e male) dal sito umoristico Cracked.com – l’evocativo titolo dell’articolo originale: “the 6 most frequently quoted bullsh*t statistics”.
    Complimenti a psichesoma.com, e complimenti agli utenti che hanno commentato senza verificare la fonte.

  30. Alessandro

    Salve ragazzi vorrei sapere se durante la congestione digestiva avviene la morte cerebrale perché non ci arriva sangue??? o per quale altro motivo specifico???

  31. italiani sono avvolte

    AHAHHHAHHAA come sono IGNORANTI tanti italiani!

    che credenze ne avete ma nessun altro nazione ci crede in queste bullshit..

    la stessa cateoria: il gatto nero, il numero 17, non si puo regalare un coltello etc

    AHHAHHAHHAAA come si ride:))))))))))))))))))

    CRETINI DAVVERO

  32. Ciaosdd

    Ma che imbecille che sei, paragoni le superstizioni con l’ingnoranza scinetifica… imbecille!!

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