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Cervello: quanti miti da sfatare! (parte 1)



brainCircolano troppi miti su ciò che accade nella nostra mente! Proviamo a sfatarne qualcuno!

Sogni

L’opinione sui sogni è sempre molto varia, le ragioni per cui sogniamo sono sempre state avvolte dal mistero e sono state oggetto di numerosi studi da parte dell’uomo. Alcuni scienziati hanno sottolineato l’importanza sei sogni per l’esercizio del cervello, poiché vengono stimolate le sinapsi, altri studiosi hanno parlato di una rielaborazione delle esperienze rivissute durante il giorno, ma sicuramente la sintesi più interessante è stata quella elaborate da Freud, che vide nei sogni insieme ai lapsus e alle libere associazioni le porte per entrare nella nostra parte più profonda, l’inconscio.

REM

E’ ormai certo che sia le mosche e sia le tigri, come l’uomo attraversano la fase Rem (la parte del sonno in cui muoviamo rapidamente gli occhi).Gli scienziati ribadiscono l’importanza dell’attività onirica, infatti noi trascorriamo circa un quarto della nostra esistenza dormendo. Dormire poco può essere causa di numerose complicazioni come sbalzi d’umore, allucinazioni e nei casi veramente estremi può causare il decesso. Durante le ore notturne viviamo due fasi una detta NREM, in cui gli occhi non si muovono in maniera rapida e in cui il cervello mostra un’ attività metabolica bassa e poi abbiamo una fase detta REM, in cui si registrano movimenti oculari veloci e notevole attività cerebrale. Gli studi in corso sulla fase REM indicano che è un momento fondamentale per la produzione e conservazione di energia, inoltre non è ancora chiara la relazione esistente in questa fase con i processi legati alla memoria.

Arto fantasma

Si stima che circa l’80% delle persone che hanno subito un’amputazione riescono ad avvertire delle sensazioni come ad esempio il calore, oppure che l’arto in questione sia rimasto ancora attaccato. Individui che hanno fatto questo tipo di esperienza parlano della presenza del”membro fantasma”, capace di provare sensazioni come se l’amputazione non fosse mai avvenute. Una spiegazione è che il tessuto nervoso della zona dell’incidente crea nuove connessioni con il midollo spinale e continua ad inviare comunque segnali al cervello come se l’arto fosse ancora lì. Un’altra spiegazione è che il cervello sia programmato per funzionare come se fosse incolume, e quindi il risultato è che viene conservata un’immagine del corpo con tutte le parti attaccate.

Orologio biologico

Risiede nell’ippotalamo del cervello, il nucleo soprachiasmatico, altrimenti detto “orologio biologico”, che programma il ritmo del corpo per la durata di ventiquattro ore. L’effetto più evidente del ritmo circadiano è il ciclo del sonno, ma ha anche un effetto sulla digestione, sulla temperatura corporea, sulla pressione sanguigna e sulla produzione degli ormoni. I ricercatori hanno riscontrato un’influenza dell’intensità della luce sull’orologio biologico, che sembra andare avanti e indietro regolando la produzione di melatonina. Il dibattito ora in corso riguarda l’implicazione del tempo climatico o piuttosto eccessi di melatonina potrebbero in qualche modo influire sul Jet lag- ovvero la tipica sonnolenza che ci pervade mentre voliamo da una parte all’altra del globo.

Memoria

Ci sono alcune esperienze difficili da dimenticare, come ad esempio il primo bacio. Ma come fa una persona ad immagazzinare tutti questi film personali? Gli scienziati sono impegnati ad esplorare il meccanismo responsabile della formazione della memoria, hanno individuato l’ippocampo, all’interno della materia grigia del cervello, come la sede della memoria. Questo si presenta come un magazzino che accumula ricordi in maniera indiscriminata, ovvero sono presenti sia ricordi veri sia ricordi falsi, e possono attivare regioni simili del cervello.

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3 Comments

  1. davvero molto interessante questo articolo, rimango sempre affascinato dal cervello, soprattutto per il fatto che molte cose mi sembra siano ancora sconosciute.

  2. E sfatiamo!
    Ciao!

  3. Antonio

    Ne “La donna che morì dal ridere” viene fornita un’ulteriore spiegazione per “l’arto fantasma”: le sensazioni riferite all’arto proverebbero in realtà da stimolazioni su altre parti del corpo, ad esempio il viso. Come se il nostro cervello operasse una sorta di “riprogrammazione” non corretta.

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