Psiche e Soma

Ricette per una vita migliore!

Category: farmaci (Page 2 of 3)

Benefici effetti collaterali!

farmaci-effetti

Emicranie, vertigini, battito cardiaco irregolare e diarrea: nuove scoperte suggeriscono che questi effetti indesiderati dei farmaci ci potrebbero essere d’aiuto.
Ricercatori tedeschi che hanno pubblicato le loro ricerche sulla rivista” Science”, hanno affermato che sono il risultato dell’analisi sistematica degli effetti collaterali di 746 farmaci. Effetti collaterali molto simili potrebbero indicare la presenza di azioni molecolari simili; in alcuni farmaci simili scoperte erano già venute alla luce, ma nuovi medicinali hanno riservato interessanti sorprese.
Tra questi ricordiamo il Donazepil, farmaco per la cura dell’Alzehimer che causa effetti collaterali che coincidono con l’antidepressivo Venlafaxine, suggerendo così che il donezepil in futuro potrebbe avere un effetto terapeutico anche per la depressione. Un farmaco assunto dai malati di osteoporosi il Reloxifene potrebbe apportare effetti benefici anche a chi assume il Tegaserod, prescritto a chi ha problemi all’intestino.

I risultati finora riscontrati fanno ben sperare per interessanti scoperte, tuttavia è importante sottolineare che queste scoperte riguardano soltanto i ricercatori. Nessuno deve usare farmaci in maniera inappropriata e soprattutto senza la supervisione di un medico. E’ bene incoraggiare questo genere di studi poiché questo nuovo approccio fa sperare in tempi più brevi per la scoperta di nuovi farmaci. In bocca al lupo ai ricercatori!

firma.png

I farmaci e lo stile di vita…

Per Pasquetta (Auguri!) vi riassumo un articolo un po’ lunghetto ma molto interessante sui farmaci dal titolo: I farmaci per cambiar vita.

Ruth Ann McClain, flautista di Memphis, nel Tennessee, soffriva di “panico da palcoscenico”: la sola idea di salire sul palco e suonare la terrorizzava; una patologia debilitante per un artista che si esibisce per lavoro. Ma anche la sua patologia è risolta dalla chimica.
Ruth Ann McCain, la flautista racconta «Mi sudavano le mani tanto che temevo il flauto mi sfuggise di mano. E i tentativi di rilassarmi prima del concerto servivano a poco». Nel 1995 il suo medico le prescrisse un beta-bloccante. «Ero un’altra: mi esibivo senza alcuna paura». All’epoca insegnava flauto al Rhodes College di Memphis e così iniziò a raccomandare beta bloccanti agli studenti adulti che soffrivano di crisi d’ansia prima delle esibizioni. E per questo fu licenziata.

Ecco un esempio di lifestyle drugs, molecole che cambiano lo “stile di vita”. Grazie ad essi si supera la paura, la fame, il sonno, i limiti delle eiaculazioni quotidiane. Oppure sono scorciatoie per non impegnare la forza di volontà, e smettere comunque di ingrassare, fumare, drogarsi, stancarsi.

Non c’è da stupirsi, il mercato di queste sostanze è enorme: vale 20 miliardi di dollari, e si prevede che salirà a 29 per il 2007 perché sono gli stessi pazienti a chiederle. E sono costose. Certo non possono essere definite medicine perché in questi casi non servono a curare nulla. Fumare per esempio è uno scelta di stile di vita, non una malattia. Il farmaco è una molecola che cura una malattia. Ma che malattia è la paura da palcoscenico?

McClain ovviamente non è un’eccezione. I Beta-bloccanti, presi a bassi dosaggi frenano l’ansia, apparentemente senza effetti collaterali. Ora nel mondo della musica classica i farmaci sono onnipresenti, come il doping nello sport.

Ormai sono più di 10 le molecole che vengono prescritte per utilizzi che non possono essere definiti clinici.

farmaci

E tutte richiedono una prescrizione medica. «Sono tutti malati i consumatori di queste molecole? O hanno solo dei desideri o dei bisogni insoddisfatti? Quando il bisogno diventa malattia e quando un’aspirazione diventa un fine terapeutico legittimo?» si cheide Rod Flower dei dipartimento di biochimica farmacologica del William Harvey Research Institute a Londra. E prosegue.
Per prima cosa bisogna definire cos’è una malattia. Il vocabolo è scivoloso, e anche il termine salute è sempre più difficile da definire. La malattia sembra sempre più diventare una deviazione da uno standard considerato norma. Chi è fuori da quella norma è malato. Se poi si aggiunge che l’Organizzazione mondiale della sanità definisce salute “il benessere completo fisico, psicologico e sociale” , lo stato di salute diventa qualcosa di difficilmente raggiungibile. Tanto che c’è chi sostiene che è probabile raggiungerlo solo nel caso di un orgasmo simultaneo.
Il processo ha un nome vecchio, si chiama “medicalizzazione”, e non ce ne libereremo presto. Per questioni economiche: il settimanale economico Business Week ipotizza addirittura che il boom delle lifestyle drugs «potrebbe rendere l’industria farmaceutica il motore della crescita per l’intera economia Usa».

Una sola malattia non sarà mai segnalata dalle aziende: è la telecondria, affligge decine di migliaia di italiani. Se anche la cura esistesse, e fosse in grado di immunizzare i telespettatori e i lettori dei giornali dalla martellante pubblicità di malattie e terapie orchestrata dalle aziende farmaceutiche, nessuno ne parlerebbe, perché di chi sarebbe l’interesse a parlarne?

firma.png

Due bambini tentano il suicidio ma nessuno dice niente!

suicide

Meno male che ci sono associazioni come “Giù le mani dai bambini” e blog come Protonutrizione che si occupano di informare la gente su ciò che accade per la terapia dell’ADHD.

Mi riferisco al fatto che in Italia, due bimbi in terapia per ADHD cui veniva somministrato lo Strattera® ( psicofarmaco somministrato anche in Italia ai bambini iperattivi, agitati e distratti) hanno manifestato idee suicidarie. Ma l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) non ha ritenuto di informare tempestivamente la cittadinanza!

“Incomprensibile silenzio – ha dichiarato Luca Poma portavoce nazionale di Giù le Mani dai Bambini – l’agenzia avrebbe dovuto emettere sollecitamente un comunicato, ma nessuno è stato informato di questi gravi fatti, d’interesse soprattutto per le famiglie con figli in cura con queste molecole”.

Nel Regno Unito durante il periodo di monitoraggio dell’atomoxetina (il principio attivo dello Strattera®) sono stati registrati 130 tentativi di suicidio.

Riporto anche il comunicato stampa di Giù le Mani dai Bambini.

Read More

Come si smaltiscono i farmaci?

drugs1

Spesso dimentichiamo i farmaci nello stipetto del bagno, a volte riemergono se frughiamo in qualche cassetto, oppure li ritroviamo abbandonati nelle valigie che abbiamo usato nell’ultimo viaggio all’estero.
E quando ci servono ancora, ci accorgiamo che sono scaduti e li buttiamo via distrattamente. Niente di più sbagliato: un medicinale non è spazzatura qualunque,

Contenitori da usare per i farmaci
I farmaci danno origine a rifiuti speciali, che non possono essere gettati nell’ambiente come se niente fosse. Perché contengono sostanze attive, in grado di interagire con l’ecosistema. Si calcola che ogni anno le famiglie italiane si disfino di circa un miliardo di compresse: una quantità che può alterare i normali ritmi biologici dell’acqua e del suolo. Questo esercito di pastiglie, creme, fiale e quant’altro dovrebbe finire negli speciali contenitori bianchi posti al di fuori delle farmacie, che servono a raccogliere i farmaci ormai scaduti o non più usati. Sono facili da individuare e non richiedono sforzi particolari: basta ricordarsi di portare con sé le vecchie medicine (dopo avere gettato le scatoline di cartone insieme alla carta da riciclare) in una delle nostre visite alla farmacia. In qualche Comune sono presenti anche nelle piazzole ecologiche.

Inceneriti o in discarica
I medicinali destinati alle terapie anticancro vengono trattati separatamente, a causa della loro particolare tossicità. Gli altri finiscono direttamente nei termovalorizzatori, dove vengono bruciati: questi impianti possono essere specializzati nella distruzione di soli farmaci oppure essere anche usati per bruciare normali rifiuti solidi urbani. Qualcuno potrà storcere il naso, ma in realtà la combustione è il modo migliore per eliminare questo tipo di sostanze. La fiamma dei moderni termovalorizzatori (a 600 – 900 gradi) è in grado di scomporre le complesse molecole organiche dei principi attivi nei componenti di base, che hanno un basso impatto ambientale. Inoltre i sistemi di filtrazione delle ciminiere degli inceneritori hanno filtri tali da permettere di bloccare la maggior parte degli inquinanti più pericolosi.

L’alternativa è la discarica, dove invece i rischi che le sostanze filtrino nel terreno e contaminino l’acqua delle falde è molto più alto.
Fonte.

firma.png

Dedicato a voi…

fu

A te che quando hai un figlio/a amico/a parente che ha un po’ di ansia e che non riesce a prendere bene sonno gli dici: “Prendi qualche goccia del mio ansiolitico preferito e vedrai che passa tutto!”.
A te farmacista che vedi un ragazzino comprare due/tre volte a settimana la sua confezione di ansiolitci e anzichè chiedergli spiegazioni gliela vendi, felice di intascarti qualche euro in più (perchè tu ne guadagni pochi e c’è la crisi…).
A te medico di famiglia che di fronte ad un adolescente che ha paura ad affrontare un’interrogazione gli dici: “Prenditi qualche goccia di ansiolitico e vedrai che prenderai 9!”
Ecco a voi mi rivolgo e dico: “Ma perchè cavolo non ti vi fate i caz fatti vostri??”

A parte gli effetti collaterali questi farmaci danno una dipendenza persino più pesante dell’eroina! Ma è così difficile suggerire un rimedio naturale o un po’ di psicoterapia ? Mah…

Giusto per chiarire: non sono contrario all’uso di questi farmaci ma vorrei sottolineare che solo il medico dovrebbe prescriverli e dovrebbe anche indicare al paziente un piano terapeutico con le dosi e la durata di assunzione del farmaco.

firma.png

Come vengono decise le date di scadenza dei farmaci?

pills

Qualche decennio fa, non c’erano le farmacie come noi le conosciamo, in cui i medicinali sono già preparati dale industrie farmaceutiche, ma i farmacisti preparavano i vari rimedi miscelando le varie sostanze secondo le prescrizioni dei medici, e le vendevano sia in forma liquida, sia sotto forma di polveri. A volte l’assistente del medico era solito miscelare lui stesso i vari componenti delle ricette.
Questo tipo di farmaci non avevano un’etichetta che rendesse evidente quale fosse la data di scadenza, perchè i pazienti utilizzavano le medicine da loro prescritte in poco tempo.

In seguito le industrie farmaceutiche hanno iniziato a preparare e a vendere gli stessi composti farmaceutici in forma di compresse o capsule. E si è smesso di preparare i farmaci direttamente nelle farmacie. Con questi presupposti nessuno poteva più avere la certezza che i medicinali fossero consumati in pochi giorni dalla loro produzione. Se i farmaci rimangono inutilizzati per un periodo di tempo troppo lungo, questo può alterare le proprietà degli ingredienti con cui sono composti, specialmente se sono conservati in ambienti non adatti, troppo caldi o troppo umidi.
Anche l’efficacia del medicinale può essere compromessa, per cui diventa essenziale indicare la data di scadenza sulla confezione del farmaco.

Il miglior metodo per determinare la data di scadenza di un medicinale è quello di conservare il farmaco per un lungo peridoo in una stanza ad una temperatura normale, e verificarne l’efficacia. Le industrie farmaceutiche però evitano questo metodo che richiede tropo tempo. Invece di solito utilizzano quattro campioni di farmaco a quattro temperature differenti per un periodo prederminato di tempo, e ne misurano l’efficacia del principio attivo dopo tale trattamento. Misurano la perdita di efficacia dei campioni e determinano la data di scadenza basata sulla perdita media di efficacia.

Come sempre, era meglio il metodo dei nostri nonni…

firma.png

Meno psicofarmaci ai bambini? Finalmente ci siamo riusciti!

adhd

Leggo felicemente indignato una notizia dal sito ansa e provo ad analizzare insieme a voi il testo del comunicato stampa. (Fra virgolette gli stralci del comunicato stampo, in blu i miei commenti)

“Farmaci: Esperto, -30% prescrizioni psicofarmaci per bimbi.
Milano, 20 nov – Nessun boom di psicofarmaci tra i bambini italiani: dal 2004 al 2007 le prescrizioni sono calate del 30%, e anche i trattamenti per la sindrome da iperattivita’ (Adhd) sono nettamente al di sotto delle aspettative.
A dirlo e’ Carlo Lenti, neuropsichiatra infantile dell’Universita’ di Milano, durante il convegno Milanopediatria 2008. ”In questi ultimi anni – spiega Lenti – e’ in atto un drastico calo della prescrizione di psicofarmaci (come antidepressivi e neurolettici) in eta’ pediatrica. Questo soprattutto a causa di campagne di sensibilizzazione sociale che hanno demonizzato in modo acritico l’uso di questi farmaci, spaventando i genitori e gli stessi medici”.

Read More

Si usano troppi antibiotici!

medicine

Photo by limowreck666

“Troppi antibiotici nella vita degli italiani che ne usano sempre di piu’ e male e cresce l’antibiotico resistenza: ogni giorno un milione e mezzo di cittadini assume questi medicinali ed e’ cresciuto del 400% l’uso di alcuni prodotti. Il pericolo e’ quello di trovarci fra qualche anno senza gli strumenti per combattere le infezioni, proprio a causa della capacita’ dei batteri di modificarsi imparando a resistere all’attacco dei farmaci.

Read More

Viagra: risposte alle domande più frequenti.

viagra2

Dopo aver descritto “cosa succede al tuo corpo se prendi il Viagra?” oggi intendiamo sfatare alcuni miti riguardanti il consumo del viagra. Sono tante le domande che vengono poste sui problemi di erezione virile e molti si domandano se è giusto assumere questo farmaco. Oggi proveremo a darvi una risposta e se possibile a fare un po’ di chiarezza eliminando le mistificazioni che su questo argomento si sono create.

Read More

Cosa succede al tuo corpo se adesso ti prendi il Viagra.

viagra

Dopo l’enorme successo dell’ articolo “Cosa succede al tuo corpo se adesso ti prendi una Coca Cola” oggi vediamo cosa succede quando si assume il Viagra (che non è proprio lo stessa cosa della Coca Cola…)

Molte persone hanno sicuramente sentito parlare del Viagra, ma non sono veramente sicuri di cosa aspettarsi quando lo prendono. L’intensità degli effetti può variare da persona a persona e può essere condizionato da fattori esterni come il cibo e l’ alcool. Tuttavia ora parliamo di quel che generalmente capita dal momento in cui “butti giù” la pillola blu.

Dopo cinque minuti.

Non puoi sentire alcun effetto immediatamente. Devi aspettare che il farmaco venga assorbito dalla circolazione sanguigna.
Potete incominciare a sentire un certo calore e un arrossamento del viso. Questo è dovuto la fatto che gli effetti del Viagra si avvertono anche a livello della circolazione sanguigna e non solo perchè provi uno stato di eccitazione laggiù.

30 minuti dopo.

Non appena il principio attivo del viagra – citrato di sildenafil- viene assorbito, riduce l’azione di un enzima nel pene chiamato PDE5. Questo enzima così bloccato non riesce più a “degradare” un elemento chimico ovvero il cGMP (che è cruciale per la prestazione in camera da letto).

30-60 minuti dopo.

Una volta che l’enzima PDE5 è stato inattivato, i livelli di calcio all’interno delle cellule nella muscolatura liscia del pene aumentano considerevolmente. Questo fa distendere il muscolo e permette al sangue di fluire meglio.
E con un miglior flusso sanguigno , abbiamo una migliore erezione. Tuttavia tutta questa magia prende forma soltanto se anche lo spirito è ben disposto, il Viagra non può fare tutto il lavoro al posto tuo. Ovvero senza uno stimolo esterno nulla si crea…

1-2 ore dopo.

Il corpo sarà pronto ad una nuova erezione dopo circa tre ore; con la giusta stimolazione si può verificare anche una buona erezione.
Tuttavia non si sta parlando di un’erezione che dura tre ore. Farai esperienza di un orgasmo e di una erezione normali, l’unica differenza è che si può raggiungere una nuova erezione in tempi più rapidi del solito, poiché il corpo continua ad essere sotto l’effetto del farmaco.

Dato che sempre più spesso il Viagra (o similari) viene spacciato in discoteca a mo’ di ecstasy vi aggiungo queste tre cosette…

Avvertenze

Il sildenafil, il tadalafil e il vardenafil devono essere usati con cautela in caso di malattie cardiovascolari, ostruzione del tratto di efflusso del ventricolo sinistro, deformazione anatomica del pene (per esempio angolazione, fibrosi cavernosa, morbo di Peyronie) e nei soggetti con predisposizione al priapismo (per esempio nell’anemia falciforme, nel mieloma multiplo o nella leucemia).

Controindicazioni

Il sildenafil, il tadalafil e il vardenafil sono controindicati nei pazienti che assumono nitrati, nei pazienti in cui la vasodilatazione e l’attività sessuale sono sconsigliate o nei pazienti con pregressa neuropatia ottica ischemica anteriore non arteritica. Per assenza di informazioni, i produttori sconsigliano questi farmaci in caso di ipotensione(pressione sistolica inferiore a 90 mmHg), recente ictus, angina instabile e infarto del miocardio.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati di sildenafil, tadalafil e vardenafil sono: dispepsia, nausea, vomito, cefalea (compresa emicrania), vampate, capogiri, mialgie, lombalgia, disturbi della vista (segnalata neuropatia ottica ischemica anteriore non arteritica) — interrompere l’assunzione in caso di improvvisa difficoltà della vista), congestione nasale. Meno comuni occhi arrossati e dolenti, palpitazioni, ipotensione, ipertensione, epistassi. Riportate raramente sincope, reazioni da ipersensibilità (compreso rash cutaneo, edema facciale, sindrome di Stevens-Johnson) e priapismo. Sono stati riportati anche eventi cardiovascolari gravi (compresi aritmie, angina instabile e infarto del miocardio) e occlusione vascolare retinica.

Page 2 of 3

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén