Articles in the dormire Category
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Valutate personalmente i vostri disturbi del sonno:
Avete spesso difficoltà ad addormentarvi?
Vi svegliate troppo presto il mattino?
Se vi svegliate spesso durante la notte, avete difficoltà a riaddormentarvi in seguito?
Vi sentite spesso molto stanchi quando vi svegliate il mattino?
La mancanza di sonno influenza il vostro umore durante il giorno?
(Vi sentite tesi, irritabili o depressi?)
La mancanza di sonno incide sulle vostre attività quotidiane (difficoltà di concentrazione, memoria debole o difficoltà di apprendimento)?
Se avete risposto «sì» a più di due domande o se avete risposto affermativamente alla domanda numero tre, dovreste discutere con il …
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Con il termine di parasonnie si indica un insieme di manifestazioni critiche, caratterizzate dalla presenza di fenomeni motori o neurovegetativi, che si manifestano durante il sonno. Le parasonnie, nettamente più frequenti nell’età infantile, vengono attualmente classificate i tre gruppi a seconda della loro comparsa nel corso della notte: “disordini dell’aurasl”, “disordini della transizione sonno-veglia”, “parasonnie associate al son-REM”; rimane poi una serie di manifestazioni non ancora perfettamente inquadrabili in nessuno dei gruppi citati, fra le quali vi sono il bruxismo, l’enuresi notturna ecc.
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Ecco le 10 regole per una corretta igiene del sonno:
1. Non rimanere a letto più del necessario ma dormire quel tanto che basta per sentirsi riposati ed efficienti durante il giorno
2. Coricarsi e risvegliarsi al mattino sempre alla stessa ora per rafforzare la ciclicità dei ritmi biologici e favorire un regolare addormentamento alla sera
3. Evitare di fare attività fisica la sera tardi
4. Insonorizzare il più possibile la stanza e mantenere una temperatura non superiore ai 24°
5. Non coricarsi a digiuno ed evitare eccessi alimentari, non concedersi sonnellini pomeridiani
6. Evitare di …
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Se una persona soffre di insonnia potrà trovare utile il seguente articolo in cui proviamo a classificare i vari tipi di insonnia.
Una semplice classificazione dell’insonnia è, secondo il criterio della durata, in tre forme: occasionale (di pochi giorni); transitoria (da una settimana a tre mesi); persistente (superiore a tre mesi).
Un’ altra suddivisione riguarda la differente distribuzione della veglia nel corso della notte che permette di riconoscere un’insonnia iniziale, caratterizzata da difficoltà a passare dallo stato di veglia quello di sonno, con latenza di addormentamento superiore ai 20 minuti; un’insonnia intermedia …
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Nell’ambito dei disturbi del sonno caratterizzati da eccessiva sonnolenza, si possono distinguere le ipersonnie primarie (narcolessia, ipersonnia idiopatica, ipersonnia ricorrente di Kleine-Levin), l’ipersonnia psicofisiologica, l’ipersonnia associata a disturbi psichiatrici e la sindrome delle apnee morfeiche.
La narcolessia
La narcolessia, descritta per la prima volta nel 1880 da Gélineau, è caratterizzata da attacchi incoercibili di sonno, cataplessia, allucinazioni ipnagogiche e paralisi del sonno. È di origine sconosciuta, ma con una relativa frequenza esiste una stretta associazione con un antigene leucocitario HLA-DR2, considerato come marker biologico della narcolessia; considerata in …
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Definizione
II russare può definirsi come il respiro rumoroso ed aspro durante il sonno, determinato da vibrazioni dell’ugola e del palato molle.
Il russare può essere favorito dalla presenza di ostruzione delle prime vie aeree, di tipo transitorio (secrezioni stagnanti nel rinofaringe o nelle alte vie respiratorie) od anatomico; in generale il russare di un soggetto non ingenera allarme, ma la recente osservazione di una aumentata morbilità e mortalità in tutte le fasce di età durante il sonno rende necessario distinguere fra situazioni para-fisiologiche e condizioni morbose legate a gravi disfunzioni della …
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Alcuni ricercatori dell’Università Britannica di Loughborough, impegnati nello studio del sonno hanno compiuto diversi test su guidatori stanchi e hanno paragonato i differenti metodi usati dai piloti per rimanere svegli per poter valutarne il migliore. Hanno posto i volontari in simulatori di guida, lasciandoli guidare sebbene fossero assonnati.
Alcuni metodi usati dai piloti per rimanere svegli includevano l’esposizione del pilota al freddo del finestrino abbassato, l’ascolto della radio, un metodo consisteva persino nel darsi degli schiaffi per rimanere vigili.
Ma i ricercatori hanno infine riscontrato che il miglior metodo …









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