Psiche e Soma

Ricette per una vita migliore!

Category: Psichesoma answers (Page 2 of 3)

Perché, quando si fa la doccia, la tenda si appiccica al corpo?

Oggi un’altra domanda e risposta della rubrica: Psichesoma Answers!

In questa rubrica troverete risposta alle domande che mi avete posto via email e che ho reputato essere di interesse generale.

D. Perché, quando si fa la doccia, la tenda si appiccica al corpo?
R. In apparenza, il getto d’acqua calda che esce dalla doccia crea un movimento d’aria ascendente, formando una depressione che spinge la tenda verso l’interno. Ma anche facendo una doccia gelata la tenda viene attirata verso il corpo: questa spiegazione non è quindi sufficiente. In realtà la depressione non dipende né dalla persona né dalla temperatura dell’acqua, ma dal vortice d’aria creato dal flusso d’acqua. Cadendo, infatti, le gocce respingono l’aria, che però oppone una certa resistenza. La combinazione di queste 2 forze, lungo il tragitto che va dal rubinetto al piatto della doccia, origina un movimento circolare che attira verso di sé, anche se debolmente, ogni oggetto. Per ovviare all’inconveniente basta usare una tenda pesante.

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Perché la fila accanto è sempre più veloce?

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D. Perché la fila accanto è sempre più veloce?
R. Quando siamo in coda, abbiamo sempre l’impressione che la fila accanto sia più veloce. Meglio però non cambiare corsia, avvertono 2 ricercatori: potrebbe essere un’illusione. Con simulazioni al computer, Donald Redelmeier di Toronto (Canada) e Robert Tibshirani di Stanford (Usa) hanno provato che, anche quando le 2 colonne di auto procedono alla stessa velocità, passiamo la maggior parte del tempo a essere sorpassati anziché a sorpassare. Illusi. Il fatto è che la distanza tra le auto cresce se si viaggia velocemente, diminuisce quando si procede lentamente. Così impieghiamo poco a sorpassare un gran numero di auto ferme mentre, quando siamo fermi noi, deve trascorrere un tempo maggiore perché lo stesso numero di veicoli ci superi. Inoltre le auto che sorpassiamo escono rapidamente dal campo visivo, quelle che ci sorpassano rimangono visibili a lungo.

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È vero che il tempo passa più lentamente quando si è anziani?

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D. È vero che il tempo passa più lentamente quando si è anziani?
R. No. Gli ultrasessantenni hanno invece la sensazione che il tempo voli. Questo almeno per quanto riguarda una scala temporale ampia. Nel breve periodo, infatti, eventi come una piccola attesa nella quale non si può fare nulla, sembrano non passare mai. E questo avviene sia negli anziani sia nei giovani. Diversamente avviene invece nel lungo periodo. A questa conclusione sono arrivati un gruppo di psicologi della University of London. Nel corso di una ricerca, hanno chiesto a persone appartenenti a tre differenti gruppi di età (18-21, 35-50 e più di 60) di indicare il mese e l’anno di alcuni fatti noti accaduti tra il 1990 e il 1996. I giovani in media hanno collocato ciò che era accaduto in un periodo più vicino al presente. Gli anziani invece hanno spostato indietro gli eventi, dimostrando che per loro nel frattempo erano accadute molte altre cose. Secondo i ricercatori, questo conferma il fatto che per la persona anziana il tempo trascorre velocemente.

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Che cos’è il principio di precauzione?

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D. Che cos’è il principio di precauzione?
R. Il principio di precauzione sostiene che la mancanza della certezza scientifica che un’attività produttiva provochi un danno non può costituire una ragione per non impegnarsi a prevenirlo; soprattutto se ci sono ragionevoli dubbi sulla possibilità che prima o poi qualcosa possa accadere. In altre parole, se si teme di fare qualche guaio grave, anche se non se ne è sicuri al cento per cento, è meglio essere prudenti. È stato formulato negli anni Ottanta in materia di difesa dell’ambiente; poi si è esteso fino a diventare un principio generale che riguarda ogni intervento sulla natura e sulla salute.Viene molto invocato nel caso degli organismi geneticamente modificati (ogm) e degli xenotrapianti (i trapianti con organi animali). Una parte del mondo scientifico pensa che una sua applicazione esagerata bloccherebbe molte ricerche.Altri ritengono che si potrebbero evitare casi come quello del trasferimento di geni provenienti da batteri da mais ogm coltivato a quello delle varietà selvatiche messicane.

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Che cosa sono le cure palliative?

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D. Che cosa sono le cure palliative?
R. Accompagnare i malati terminali a una morte dignitosa e meno dolorosa possibile è lo scopo principale delle cure palliative. Il presupposto dunque non è quello di portare, una volta individuata la causa di una patologia, il paziente alla guarigione,ma solamente di assisterlo nei suoi ultimi giorni. L’importanza delle cure palliative è stata ufficialmente riconosciuta nel Piano sanitario nazionale 1998-2000, quando per la prima volta è stata sottolineata la particolare condizione dei malati terminali. Ora si raccomanda ai medici di evitare l’impiego indiscriminato delle numerose tecnologie attualmente disponibili per rianimare il paziente e prolungare la vita quasi indefinitamente, intervenendo invece per aiutare il malato a sopportare una situazione di fatto non reversibile. Il Comitato Etico presso la Fondazione Floriani ha stilato la Carta dei diritti dei morenti elaborata sulla base di alcuni documenti internazionali come le Dichiarazioni dell’Assemblea Medica Mondiale di Lisbona e di Venezia e il documento del Consiglio d’Europa del 1989 dal titolo, La dimensione etica della sanità dove viene affermato “il diritto a una morte degna”.

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Quanta saliva produce un essere umano?

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D. Quanta saliva produce un essere umano?
R. In un giorno, le ghiandole salivari di un adulto producono circa un litro e mezzo di saliva. Tale quantità subisce notevoli variazioni durante la giornata e a seconda delle situazioni: per esempio, di notte è più scarsa, e aumenta durante la masticazione dei cibi avviandone la digestione. Anche masticare un chewing gum aumenta la produzione di saliva. Viceversa, alcune emozioni, come la paura o la tensione, possono diminuirne la quantità, causando la sensazione di bocca asciutta (che può essere provocata anche dall’uso di alcuni farmaci). L’asialia è la mancanza o la notevole riduzione di saliva dovuta ad alcune malattie o alla lesione delle ghiandole salivari, mentre la scialorrea è il disturbo opposto, l’ipersalivazione, causata da farmaci, malattie neurologiche, ma anche dalle protesi dentarie appena impiantate o da alcuni sapori sgradevoli.

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Funzionano davvero gli afrodisiaci?

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D. Funzionano davvero gli afrodisiaci?
R. Che esistano in natura sostanze capaci di amplificare il desiderio e la prestanza sessuale è una credenza diffusa fin dall’antichità. Nel Medioevo, in Inghilterra, solo per fare un esempio, si impiegavano escrementi di serpente nelle pozioni d’amore. Sembra invece che a Hitler venissero fatte iniezioni di ormoni estratti da animali per aumentare la sua libido. Stravaganze a parte, l’Istituto per le ricerche sul sesso di Amburgo ha analizzato 200 sostanze ritenute afrodisiache per trovare princìpi attivi efficaci. Il risultato è che peperoncino, aglio, ostriche e tutte le sostanze tratte da animali (denti d’ippopotamo, pene di tigre, corno di rinoceronte) non hanno alcun effetto. Fanno eccezione due sostanze, la yohimbina e la cantaride. La prima, che si ottiene dalla corteccia di un albero dell’Africa centrale (Corynanthe yohimbe), provoca una dilatazione dei vasi sanguigni negli organi sessuali, favorendo così il prolungamento dell’erezione e una maggiore sensibilità femminile. La cantaride (estratta da un insetto, la Lytta vesicatoria), agisce invece sull’uretra, ma può dare forti reazioni allergiche.

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Che cos’è la temperatura percepita?

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D. Che cos’è la temperatura percepita?
R. La sensazione di caldo o di freddo dipende, oltre che dalla temperatura ambientale, da altri fattori, essenzialmente l’umidità e il vento. Per esempio, quando fa caldo, se il tempo è umido, si soffre di più perché l’umidità dell’aria limita l’evaporazione del sudore e dunque la perdita di calore corporeo. Quando la temperatura è bassa, se il vento soffia via lo strato d’aria calda che avvolge il corpo, la sensazione di freddo aumenta. La temperatura percepita non è però una grandezza fisica,ma una stima che aiuta a misurare una sensazione soggettiva. Per esempio, se la temperatura reale è di 5 °C e il vento soffia a 50 km/h, la temperatura percepita sulle parti scoperte del corpo sarà di –9 °C, ma l’acqua non gelerà comunque. Esistono vari modi per calcolare la temperatura percepita. Per il caldo, i più diffusi sono l’indice Humidex e quello di Thom; per il freddo l’indice Wind Chill. Per calcolarli esistono equazioni che richiedono l’uso dello psicrometro (strumento che misura l’umidità relativa dell’aria).

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Si contrae l’Aids con i contatti quotidiani?

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D. Si contrae l’Aids con i contatti quotidiani?
R. Al mondo non si conosce un solo caso di infezione da Hiv, l’organismo responsabile dell’Aids, dovuto a normali contatti quotidiani con persone infette: strette di mano, abbracci, usare lo stesso bagno, mangiare nello stesso piatto, e altri rapporti superficiali sono innocui. Il virus può essere nelle lacrime, nella saliva, nel sudore di alcuni colpiti, ma la concentrazione è così bassa che l’infezione non si può trasmettere per queste vie. Ci sono centinaia di bambini sieronegativi, non infetti, che vivono con genitori sieropositivi, e non c’è traccia di trasmissione del virus. Sicuramente i baci sulle guance o sulla bocca non sono rischiosi. L’infezione invece si trasmette con i rapporti sessuali, o se il sangue di un sieropositivo entra in contatto con il sangue di una persona sana, come in caso di gravi ferite da entrambe le parti o di scambio di siringhe usate per endovenose.

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È vero il detto: “al mattino le arance sono oro, alla mezza son d’argento e alla sera sono piombo”?

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D. È vero il detto: “al mattino le arance sono oro, alla mezza son d’argento e alla sera sono piombo”?
R. Il detto conferma la buona abitudine, raccomandata da molti nutrizionisti, di mangiare frutta acida e, in particolare, agrumi, di mattino e a digiuno. Un bicchiere di succo di arancia a colazione è sufficiente alle necessità energetiche dell’organismo nella prima parte della giornata. Subito dopo il pasto, invece, la frutta acida va evitata poiché rende inattivi gli enzimi che permettono la digestione delle proteine. La frutta, in generale, tende a inibire la secrezione gastrica, prolungando così il processo digestivo e causando la spiacevole fermentazione degli amidi.Consumata lontana dai pasti, almeno un’ora o mezz’ora prima o due-tre ore dopo, risulta invece altamente digeribile. In ogni caso è meglio evitare di mangiare agrumi poco prima di coricarsi, perché non c’è poi il tempo sufficiente per terminare il processo digestivo.

LIBRO CONSIGLIATO

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