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Bulimia Nervosa.

10 dicembre 2008 5 Commenti

bulimia

Si sente parlare spessi di Bulimia e spesso la si confonde con l’anoressia o non si capisce chiaramente cosa sia. In questo articolo troverete tutte le informazioni necessarie per capire esattamente cosa è e come va diagnosticata.

Criteri diagnostici per la Bulimia Nervosa secondo il DSM IV

A. Ricorrenti abbuffate.
Una abbuffata è caratterizzata da: (A1)mangiare in un definito periodo di tempo (ad es. un periodo di due ore), una quantità di cibo significativamente maggiore di quello che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso tempo ed in circostanze simili e sensazione di perdere il controllo durante l’episodio (A2) (ad es. sensazione di non riuscire a smettere di mangiare o a controllare cosa e quanto si sta mangiando).
B. Ricorrenti ed inappropriate condotte compensatorie per prevenire l’aumento di peso, come vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici, enteroclismi o altri farmaci, digiuno o esercizio fisico eccessivo.
C. Le abbuffate e le condotte compensatorie si verificano entrambe in media almeno due volte alla settimana, per tre mesi.
D. I livelli di autostima sono indebitamente influenzati dalla forma e dal peso corporei.
E. L’alterazione non si manifesta esclusivamente nel corso di episodi di Anoressia Nervosa. Può essere con o senza condotte di eliminazione (tipo vomito autoindotto, uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi).

Bisogna sempre specificare il sottotipo:

Con Condotte di Eliminazione. Nell’episodio attuale di Bulimia Nervosa il soggetto ha presentato regolarmente vomito autoindotto o uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi.
Senza Condotte di Eliminazione. Nell’episodio attuale il soggetto ha utilizzato regolarmente altri comportamenti compensatori inappropriati, quali il digiuno o l’esercizio fisico eccessivo, ma non si dedica regolarmente al vomito autoindotto o all’uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi.

Caratteristiche diagnostiche

Analizziamo punto per punto i criteri diagnostici del DSM.IV.
Le manifestazioni essenziali della Bulimia Nervosa sono: presenza di abbuffate e di inappropriati metodi compensatori per prevenire il conseguente aumento di peso. Inoltre i livelli di autostima sono, nei soggetti con Bulimia Nervosa, eccessivamente condizionati dalla forma e dal peso corporeo.
Per giustificare la diagnosi, il soggetto deve avere un minimo di due episodi di abbuffate e di comportamenti compensatori inappropriati alla settimana per almeno tre mesi (criterio C).

Una abbuffata, o crisi bulimica, è definita come l’ingestione in un determinato periodo di tempo di una quantità di cibo più grande rispetto a quanto la maggioranza degli individui assumerebbe in circostanze simili (criterio A1). E’ necessario valutare il contesto in cui l’episodio avviene – ciò che è considerato una quantità eccessiva per un pasto in un giorno comune, può essere normale durante una ricorrenza o una festività. Per un “determinato periodo di tempo”, si fa riferimento ad un periodo limitato, in genere minore di due ore. Ogni singolo episodio di abbuffata non deve avvenire necessariamente in un unico contesto: l’abbuffata può iniziare al ristorante e concludersi a casa. Non può essere considerata una abbuffata il continuo “spiluccare” piccole quantità di cibo durante l’arco della giornata.
Sebbene il tipo di cibo assunto durante l’abbuffata vari ampiamente, generalmente comprende cibi dolci, ipercalorici, come gelato o torte. Comunque, ciò che sembra caratterizzare l’abbuffata è soprattutto la anomalia nella quantità del cibo piuttosto che la compulsione verso un alimento specifico, ad esempio, i carboidrati.
Sebbene l’ammontare delle calorie complessivamente assunte durante l’abbuffata sia di gran lunga maggiore rispetto al pasto normale di una persona senza Bulimia Nervosa, il rapporto tra le percentuali di proteine, grassi e carboidrati è simile.
I soggetti con Bulimia Nervosa tipicamente si vergognano delle loro abitudini alimentari patologiche e tentano di nasconderle. Le crisi bulimiche avvengono in solitudine: quanto più segretamente possibile. L’episodio può essere più o meno pianificato, ed è di solito caratterizzato (anche se non sempre) dalla rapidità dell’ingestione del cibo. L’abbuffata spesso continua finché l’individuo non si sente “così pieno da star male“, ed è precipitata da stati di umore disforico, condizioni interpersonali di stress, intensa fame a seguito di una restrizione dietetica, oppure da sentimenti di insoddisfazione relativi al peso, la forma del corpo o il cibo. Durante l’abbuffata vi può essere una transitoria riduzione della disforia, ma spesso fanno seguito umore depresso e spietata autocritica.
Una crisi bulimica è inoltre accompagnata da sensazione di perdere il controllo (criterio A2). Un individuo può esperire un senso di estraneamento durante l’abbuffata specialmente nelle fasi precoci del disturbo: alcuni riferiscono l’abbuffata come una sorta di esperienza di derealizzazione. Nelle fasi più tardive della Bulimia Nervosa, può venire meno la sensazione soggettiva di acuta perdita del controllo durante la crisi, che si manifesta invece come incapacità di resistere all’impulso della crisi o di interromperla una volta iniziata. La perdita di controllo associata alle abbuffate nella Bulimia Nervosa non è assoluta: il soggetto può continuare l’abbuffata a dispetto del telefono che squilla, ma interromperla bruscamente se il coniuge o il compagno di stanza entra inaspettatamente nella stanza.
Un’altra caratteristica essenziale della Bulimia Nervosa è il frequente ricorso a inappropriati comportamenti compensatori per prevenire l’incremento ponderale (criterio B). Molte persone con Bulimia Nervosa mettono in atto diversi comportamenti tesi a neutralizzare gli effetti dell’abbuffata: tra i metodi, quello più frequentemente adottato è l’autoinduzione del vomito dopo l’abbuffata. Questa condotta di eliminazione è presente nell’80-90% dei soggetti con Bulimia Nervosa in cura presso centri specializzati per i Disturbi della Alimentazione. Il vomito riduce la sensazione di malessere fisico, oltre alla paura di ingrassare. In alcuni casi il vomito rappresenta l’effetto ricercato: la persona si abbuffa per poter vomitare, oppure vomita anche per piccole quantità di cibo. I soggetti con Bulimia Nervosa possono adoperare diversi stratagemmi per indursi il vomito, come l’uso delle dita o di altri strumenti per scatenare il riflesso del vomito attraverso la stimolazione del faringe. In genere, nelle fasi avanzate del disturbo questi soggetti riescono a vomitare a comando. Raramente viene fatto uso di emetici, come lo sciroppo di ipecacuana. Altre condotte di eliminazione sono rappresentate dall’uso inappropriato di lassativi e diuretici; l’uso di lassativi è presente in un terzo dei soggetti con Bulimia Nervosa. Raramente è presente anche uso di clisteri subito dopo l’abbuffata, ma non è mai la sola condotta di eliminazione.
Altre misure compensatorie per le abbuffate sono il digiuno nei giorni successivi o l’esercizio fisico eccessivo. L’attività fisica è considerata eccessiva quando interferisce con altre importanti attività, quando avviene ad orari o in luoghi inusuali, o quando viene praticata nonostante le precarie condizioni fisiche. Raramente viene fatto uso di ormoni tiroidei per accelerare il metabolismo ed evitare l’aumento di peso. I soggetti con diabete mellito insulino-dipendente e Bulimia Nervosa possono non assumere o ridurre l’insulina per diminuire il metabolismo del cibo ingerito durante l’abbuffata.

Gli individui con Bulimia Nervosa pongono una inappropriata enfasi sulla forma e sul peso del corpo per la valutazione di sé, e questi fattori condizionano decisamente i livelli di autostima (Criterio D). Il terrore di ingrassare, il desiderio di perdere peso, il livello di insoddisfazione per il proprio aspetto fisico sono sovrapponibili a quelli dei soggetti con Anoressia Nervosa.

In ogni caso non è giustificata la diagnosi di Bulimia Nervosa se il disturbo si manifesta esclusivamente nel corso di episodi di Anoressia Nervosa (Criterio E).

Nei prossimi articoli approfondiremo ancora di più l’argomento.

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5 Commenti »

Commento di LELLA
2009-03-18 00:35:27

Sono bulimica da 18 anni…sono stanca…davvero!E’ una lotta continua col cibo:abbuffate,lassativi,ore ed ore di sport.Sto distruggendo il mio corpo.E la cosa più assurda è che io ho sempre cercato qualcuno che mi aiutasse,che mi curasse…perchè è il mio più grande sogno!Ma purtroppo nella mia città non ci sono centri specializzati ed io avendo 2 figli non posso nè spostarmi,nè pagarmi le cure.Comunque questo articolo è il primo, in tanti anni che leggo ,che spiega in modo veramente chiaro e preciso cosa sia la bulimia.Spero vengano creati più centri x la cura dei disturbi alimentari e se ne dia più informazione perchè,purtroppo,chi ci sta intorno sottovaluta il problema…ridendoci a volte anche su!E spero anche che si dia voce alla bulimia nello stesso modo che si da all’anoressia:non è vero che solo le anoressiche rischiano la morte,anche noi bulimiche con i nostri atteggiamenti autodistruttivi rischiamo gravemente.Io da bulimica posso confermare che,a causa del mio pessimo comportamento alimentare e per l’abuso dei lassativo,ho il colesterolo altissimo ed altre complicazioni.Il mio corpo e la mia mente sono davvero stanchi.Grazie.

 
Commento di ex bulimica Riceverà i nuovi commenti via email
2009-04-15 22:11:50

@ LELLA:
Ciao LELLA!
:-)
Ho 37 anni e sono un’ex bulimica. Capisco benissimo il tuo stato d’animo. La bulimia mi attanagliato per 8 anni… Grandissime abbuffate e vomito, vomito, vomito…. Era un’ossessione, la mia vita era finalizzata solo al cibo! Mi vergognavo tanto di me stessa, ma un giorno ho avuto la forza di dire BASTA!!! Se ora sono su questo sito, probabilmente è perché porto ancora delle cicatrici, ma ti assicuro che sono ritornata in possesso della mia vita.
Ora sono 5 anni che sono tornata “libera” da questa terribile prigione. Per liberarmi nn mi sono rivolta a nessun centro (e nn ne ho parlato mai con nessun se nn dopo esserne uscita).
Se scrivi su questo sito vuol dire che stai facendo una richiesta di aiuto ed è un inizio!!! Se nn ce la fai a venirne fuori da sola chiedi aiuto alle persone care, ma ricorda: SE VUOI USCIRE DAL TUNNEL DELLA BULIMIA LO DEVI VOLERE FORTEMENTE, ALTRIMENTI CI RICASCHERAI SEMPRE.
Perchè nn ti rivolgi ad un terapeuta che pratica la PNL?
Io mi sono aiutata con la Programmazione Neuro Linguistica. Una mia amica la stava studiando e, nn so neanche io come, ho assorbito ciò che mi serviva per aiutarmi.
SE VUOI, PUOI!!!
PUOI, RICORDA CHE PUOI FARLO SE SEI TU A VOLERLO!
Fai un po’ il bilancio della tua situazione:
- elenca i VANTAGGI che ti procura la bulimia per iscritto;
- elenca gli SVANTAGGI che ti procura la bulimia per iscritto.
Adesso fai un conto della situazione… L’elenco degli svantaggi sarà decisamente più lungo di quello dei vantaggi.
FAI TU, DECIDI TU DELLA TUA VITA, SEI SOLO TU CHE HAI IL POTERE DELLA TUA VITA NELLE TUE MANI.

P.S. Sono ancora in cura dal dentista e il conto è MOLTO salato. Pensa anche a questo!

 
Commento di luca Riceverà i nuovi commenti via email
2011-05-04 21:47:32

marijuana puo curare?

 
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