Psiche e Soma

Ricette per una vita migliore!

Month: febbraio 2009 (Page 2 of 4)

La canzone “Stayin’ Alive” può salvarti la vita!

alive
Secondo alcuni medici questo ritmo è in forte sintonia con quello cardiaco.

“Stayin’ Alive” che significa “Rimani vivo” è un nome assolutamente indicato visto la scoperta realizzata di cui i Bee Gees sicuramente ignoravano la portata. Il pezzo musicale è ha un ritmo di 103 battiti al minuto, che sono in perfetta armonia con il ciclo di movimento e pausa del cuore.

In un piccolo ma interessante studio realizzato dall’Università dell’Illinois, medici e allievi hanno constatato il numero perfetto di compressioni per la rianimazione cardiopolmonare mentre ascoltavano il canto in falsetto risalente al mitico film del 1977 “La febbre del sabato sera”.
L’associazione americana di cardiologia raccomanda 100 compressioni toraciche al minuto, che sono molto di più rispetto al ritmo fisiologico del cuore (circa 72 battiti al minuto).
E’ stato riscontrato che il motivetto di “Stayn alive” ha la caratteristica di rimanere nella testa e questo secondo i ricercatori può aiutare.

Interessanti sono i risultati di uno studio che ha coinvolto 15 tra medici e studenti, in un primo momento ai partecipanti è stato misurato il ritmo cardiaco mentre ascoltavano la canzone con un iPod. Cinque settimane più tardi le stesse persone sono state sottoposte alo stesso esame senza la musica, con la raccomandazione di canticchiare il motivetto. Durante il test è stato chiesto anche di effettuare una manovra di rianimazione cardiopolmonare su un manichino.
La media del numero delle compressioni effettuate su un manichino durante l’esercitazione la prima volta era di 109 al minuto; la seconda volta era di 113.
Inoltre la ricerca ha dimostrato che la canzone può fornire un aiuto all’equilibrio del ritmo cardiaco. I risultati sono incoraggianti per una prosecuzione di approfondimenti in merito all’influenza della musica sul corpo.
L’Associazione Americana Cardiologi usa spesso questa canzone come sottofondo quando insegna ai giovani cardiologi a realizzare il CPR. Infatti si è resi conto che facilita la realizzazione dell’esame.

Probabilmente gli autori della canzone non sapevano che oltre a comporre un ritmo che ha fatto scatenare milioni di persone in tutto il mondo hanno apportato un ottimo contributo nella ricerca.

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L’ipertensione: etiologia psicosomatica.

ipertensione

Vediamo un po’ cosa dice la psicosomatica (in particolare Johannes Cremerius) sull’ipertensione. Cosa c’è alla base?

Secondo Cremerius già dal punto di vista fisiologico la pressione subisce modificazioni strettamente connesse con gli eventi vissuti. Quando c’è tensione, rabbia, lotta o eccitazione sessuale questa sale; quando c’è pace, distensione e senso di tranquillità e protezione si abbassa. Nell’iperteso la reazione agli stimoli esterni è notevolmente maggiore e laa ricerca psicoanalitica ha potuto mostrare che gli ipertesi sono continuamente in uno stato di forte pressione interna e di tensione psichica. Ciò che ogni uomo ha come reazione fisiologica, ovvero la capacità di rispondere a stimoli interni ed esterni di determinata natura con un innalzamento della pressione ematica, negli ipertesi non costituisce più una possibilità di reazione ma uno stato costante. Sarebbe sicuramente sbagliato pensare, come oggi succede spesso, che le tensioni menzionate si riferiscono a stimoli esterni.
Leggiamo continuamente nei giornali che oggi esiste una nuova malattia di cui cadono vittime i dirigenti responsabili della vita politica ed economica. Lo stress del lavoro, i ritmi, affannosi, il telefono, l’abuso di tabacco, caffè e alcool sono, si dice, le cause del male. Certo, le circostanze sopra menzionate non sono proprio salubri, ma ognuno di noi sa che il lavoro e anche il molto lavoro non provoca necessariamente malattie o disturbi della salute, al contrario.
Sappiamo invece che ciò dipende da come si lavora, da come si considera il lavoro e da ciò che significa per ognuno di noi: un mezzo per arricchirsi,una soddisfazione dell’ambizione, una autoconferma oppure – e in questo caso ben difficilmente il lavoro p0trà essere considerato patogeno — una attività creativa su oggetti liberamente scelti.

L’esposizione allo stress è quindi parte dell’uomo. Ovviamente sia in campo psichico che in campo somatico ci sono determinati tipi e gradi di stress che conducono sempre a un danno. In tal caso è solo la capacità individuale di sopportazione a decidere dell’entità del danno, ma non è questo il punto. Semplificando possiamo così descrivere questi processi interni grosso modo così: il malato soffre della incapacità di esprimere liberamente determinati impulsi ad imporsi e ad affermarsi, quelle tendenze cioè che generalmente chiamiamo aggressività. Non si tratta però di un determinato tipo di personalità quanto piuttosto di tipi diversi in cui questo disturbo si presenta come sintomo cardinale.
Non si tratta affatto di tipi costituzionalmente deboli. I malati, al contrario, sono per lo più dotati di personalità vitale e intensa con un atteggiamento attivò ed energico verso il mondo.

Tutte le altre informazioni le potete trovate nell’articolo del sito psycosomatica.it dal titolo “ipertensione essenziale e secondaria“.

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Vi presento due erbe: il Crescione e la Menta.

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Il re di Francia Luigi IX il Santo, che guidò la sesta e lo settima crociata e morì in Tunisia nel 1270, vittima di una pestilenza, trovandosi un giorno a passare dalla località di Vernon, situata nel nord della Francia, chiese ristoro alla sua sete ardente. Non avendo o portato di mano né acqua né vino, un contadino gli offrì del crescione. Il re masticò le foglioline ricche di succhi amarognoli e la sua sete scomparve. Tanta fu la sua ammirazione per la preziosa pianticella, che volle che venisse effigiata sullo stemma della città a ricordare quell’episodio. Le proprietà dissetanti del crescione erano già note nell’antichità: sono infatti citate da Senofonte, lo storico greco, il quale ricorda come fosse abitudine dei cacciatori persiani di portare con sé pianticelle di crescione per dissetarsi durante le battute di caccia.
Il crescione, che vive in terreni umidi, solitamente lungo i corsi d’acqua, matura in primavera e all’inizio dell’estate.
II nome botanico del crescione, Nasturtium officinale, deriva da “nas-tortium”, indicando cioè che il suo sapore può far torcere il naso a chi amai gusti tenui e delicati. Per questo non è consigliabile, destinandolo a un’insalata, consumarlo solo: conviene mescolarlo ad altri tipi di insalata verde poco saporiti, per esempio lattuga, a cui conferirà un certo aroma.
Innumerevoli sono le proprietà del crescione: ricco di fosforo, iodio, zolfo e sali di potassio, ha qualità antiscorbutiche, diuretiche, sudorifere, espettoranti e anche depurative.

Lo menta è una pianticella che fiorisce in estate negli orti, nei boschi o sulle rive dei fossati. Contiene particolari oli eterei sia nelle foglie sia nei petali dei fiori; a essi sono dovute le sue preziose qualità digestive, calmanti, diuretiche, antisettiche e perfino no vermifughe. fughe. Un’antica leggenda della mitologia greca narra che la pianticella sia frutto di una metamorfosi voluta dalla gelosia della potente Proserpina, dea degli inferi, la quale si era accorta della passione che aveva tolto la pace al marito Plutone, invaghitosi di una fanciulla di nome Mentha. Valendosi dei suoi poteri ultraterreni, Proserpina tramutò dunque la fanciulla in un piccolo vegetale, a cui diede un profumo capace di calmare i bollenti spiriti.

Per risvegliare l’appetito e facilitare lo digestione potrete bere, rispettivamente prima o dopo i pasti, un infuso di foglie di menta preparato lasciando macerare in una tazza di acqua bollente per 10 minuti circa 10 grammi di foglie di menta fresche (in inverno 5 grammi circa di foglie di menta essiccate). Questo infuso è ottimo anche per chi soffre di flatulenza: in questo caso, però, occorre aumentare lo dose delle foglie: circa 50 grammi, se fresche, e 30 grammi se essiccate.

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L’ortica e il mal di gola.

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Nuova rubrica dal titolo “erbe non tutti sanno che…” in cui vi regalerò qualche piccola informazione curiosa sulle erbe.

L’irritazione data dalla gola arrossata può essere lenita con gargarismi praticati 3-4 volte al giorno con un decotto di foglie di ortica filtrato e raffreddato; lo otterrete facendo bollire 60 grammi di foglie fresche in un litro di acqua per 10 minuti.

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Persuasione e controllo: perché faresti bene a dubitare di tutto.

aristotele

Apriamo la settimana con un guest post di Daniele Di Gregorio (lo potete vedere nella foto accanto ad Aristotele) curatore del Blog Ikaro.net. Se sei uno dei pochissimi che non lo conosce ti invito ad aggiungerlo nel tuo lettore di feed.

Quasi nulla di quello che sai potrebbe essere vero. Bernays creò molto tempo fa le basi del controllo di massa applicando alla scienza della persuasione le scoperte sul subconscio del più celebre zio Sigmund Freud.

Possono farci credere praticamente tutto. Un esempio; di seguito trovi tre affermazioni ma solo una di queste è vera

1.  Andare dal medico non comporta rischi per la salute

2.  Gli americani non mangiavano il bacon al mattino, glie lo hanno fatto credere e da allora hanno iniziato a farci colazione

3.  I paesi con la più alta percentuale di fumatori sono quelli con la più alta percentuale di cancro ai polmoni

La prima e la terza sono false, la seconda è vera. Buffo no? Siamo bombardati ogni secondo da informazioni apparentemente innocue, ma strutturate in maniera tale da inculcarci convinzioni pianificate a tavolino.

Avviene ogni secondo, con i giornali, con la radio, con la Tv. La tecnica più utilizzata è stata presa in prestito (ed opportunamente modificata) da un signore di qualche migliaio di anni fa.

Il sillogismo geneticamente mortificato, ovvero come ti convinci da solo di assurdità

  1. Gli uccelli volano
  2. L’ aquila è un uccello
  3. L’aquila vola

Le prime due premesse contengono un termine comune, uccello e due termini diversi; il volo e l’aquila. Il termine comune funge da connettore tra i due differenti per generare una conclusione. Tale conclusione sarà corretta solo se le due premesse lo saranno altrettanto, altrimenti la conclusione sarà errata.

Questa argomentazione logica a cui Aristotele diede una definizione duemila anni fa è oggi l’arma più usata per il controllo di massa.

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Berlusconi… alleniamo la mente!

domanda

Ecco a voi l’indovinello di questa domenica:
Prodi lo ha corto, Berlusconi lo ha lungo, il Papa lo ha ma non lo usa…
Che cos’è?

La soluzione verrà scritta nei commenti qualche giorno dopo la pubblicazione del post (a meno che non indoviniate prima…e non usate google!).

Un attimo di relax #40

Foto, aforisma zen e libro della settimana sono il mio modo per regalarvi un minuto di relax.

valentino
“il gatto Valentino ti ha aspettato a lungo…”

La tolleranza è la virtù principale per mantenere amicizie ed amori.” ~ Aforisma zen

Libro della settimana:


Gaia Sacchi
Bambini Centrifugati
Quando le attività extrascolastiche sono troppe

Dove si annidiano i batteri?

germi

Questa lista proviene dalle statistiche pubblicate dal Center for Disease Control. Per compilare la lista, i ricercatori hanno visitato 35 case degli Stati Uniti, usando tamponi per la ricerca di batteri in 32 punti diversi della casa. Una volta che l’avrai letta mi sa che ti verrà voglia di pulire casa.

Appello a tutti i rupofobici all’ascolto: non leggete questo post!

1-10

1. Wc: 3.2 milioni batteri/2,5 cm quadrati
2. Scarico del lavello della cucina: 567.845 batteri/2,5 cm quadrati
3. Spugna o panno per asciugare: 134.630 batteri/2,5 cm quadrati
4. Vasca da bagno, vicino allo scarico: 119.468 batteri/2,5 cm quadrati
5. Lavandino della cucina, vicino allo scarico: 17.964 batteri/2,5 cm quadrati
6. Maniglia del rubinetto della cucina: 13.227 batteri/2,5 cm quadrati
7. Maniglia del rubinetto del bagno: 6.267 batteri/2,5 cm quadrati
8. Lavandino del bagno, vicino allo scarico: 2.733 batteri/2,5 cm quadrati
9. Ciotola del cane/gatto, orlo interno: 2.110 batteri/2,5 cm quadrati
10. Pavimento della cucina, davanti al lavandino: 830 batteri/2,5 cm quadrati

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4 miti sul raffreddore!

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Leggeteli e imparateli a memoria che poi vi interrogo.

Il raffreddore è una malattia invernale!

Mito: la maggior parte dei raffreddori si prendono d’inverno.
Realtà: la maggior parte dei raffreddori si prendono in primavera/estate! Questo è dovuto al fatto che il virus diventa molto più attivo in quelle stagioni mentre in inverno sembra andare quasi in
letargo.

Non bere il latte!

Molta gente pensa che bere latte quando si ha il raffreddore sia una cosa sbagliata perchè potrebbe causare un aumento della produzione di muco. In realtà il latte non causa un aumento della produzione di muco quindi potete berne quanto volete senza preoccuparvi del vostro raffreddore.

Non baciarlo!

Ci è un mito popolare che baciare una persona col raffreddore vi farà ammalare di raffreddore. La realtà è che la quantità di virus presente sulle labbra e nella bocca sono minuscole e serve una dose molto più grande per infettarsi. È del mucoso nasale che vi dovete preoccupare.

Il freddo vi fa venire il raffreddore.

Scommetto che alla maggior parte di voi è stato detto di non uscire con capelli bagnati o umidi, o di coprirvi bene prima di uscire per evitare di prendervi un bel raffreddore. In realtà la temperatura corporea e la temperatura ambientale non giocano nessun ruolo nell’ammalarsi di raffreddore. Ti prendi il raffreddore se entri in contatto con il virus del raffreddore! Non importa se siete al caldo, al freddo o se siete bagnati o asciutti.

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Deodorante fai da te!

Invece di spendere tanti Euro per un deodorante chimico seguite passo passo queste semplici istruzioni e avrete così un dodorante per il bagno economico ed efficace.

Prendete 1 rotolo di carta igienica

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