Psiche e Soma

Ricette per una vita migliore!

Month: marzo 2008 (Page 2 of 4)

Le sette parole che non dovrebbero mai essere usate nelle news scientifiche

medicoPartecipa salute è un sito che chiunque scelga internet come fonte di informazioni deve avere fra i preferiti. E’ il portale sulla salute più importante d’Italia, non sponsorizzato da case farmaceutiche, e che ci fornisce tutte le informazioni per decidere consapevolmente.
Ne ho già parlato nel post sui falsi comunicati stampa e oggi ve ne parlo a proposito del loro articolo “Le dieci trappole dell’informazione sulla salute” che vi invito a leggere.
In particolare voglio approfondire il punto 3 ovvero “Confondere la fantascienza con la scienza“:”Sia alla televisione sia sui quotidiani e i rotocalchi, la notizia scientifica merita la prima pagina se prefigura una svolta epocale, quando non un miracolo; è molto comune dare per terapie a portata di mano sperimentazioni allo stadio iniziale, forzando in sede di titolo e sommario, le ricadute positive del “progresso medico”. Oltre un terzo degli studi, pubblicati su riviste prestigiose, che riportano risultati molto positivi o annunciano novità vengono successivamente smentiti o ridimensionati. (Ioannidis – JAMA 294:218-228; PLOS Med 2:e124)”
L’antidoto è quello di sospettare di giornali e/o trasmissioni che usano le sette parole che non dovrebbero mai essere usate nelle notizie mediche. Nel sito linkano l’articolo in inglese e ho deciso di tradurlo per farlo leggere anche ai tantissimi italiani che non conoscono bene l’inglese.

Le sette parole che non dovrebbero mai essere usate nelle news scientifiche

Dopo una carriera di 25 anni nel giornalismo medico e nelle agenzie di comunicazione scientifiche ho elaborato la mia propria lista di termini taboo – che ivece compaiono troppo frequentemente sulla stampa in televisione e radio.
Pubblico qua la lista delle sette parole che non dovrebbero mai essere usate nelle notizie e nelle comunicazioni medico-scientifiche nella speranza che al più presto i colleghi e tutti i medici abbandonino l’uso di queste parole di sanità. Invito inoltre i lettori ad essere prudenti difronte a queste parole perché possono avere un significato diverso a seconda di chi le legge:

1. Guarigione

E’ stato sempre uno dei termini più usati e peggio definiti dai medici e dalle persone che parlano di medicina. Significa l’assenza della malattia? Significa il non ripresentarsi della malattia una volta che è stata curata? Significa oggi, la settimana prossima, fra 5 anni, o “una speranza di vita normale”? Ha lo stesso significato sia per i medici che per i pazienti? Il termine può essere insignificante quanto “esperto,” che è stato definito come chiunque parli di qualche cosa più di 25 miglia lontano da casa…

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In aumento le vittime dell’Anidride Carbonica!

statuaSecondo il “Geophisical Research Letters “ la rivista dell’American Geophisical Union il numero delle vittime per anidride carbonica sono ventimila ogni anno.

L’ aumento dell’anidride carbonica corrisponde ad un aumento della temperatura e ne risulta un quadro alterato degli elementi presenti nell’atmosfera. Da sempre si era presentato agli studiosi il problema di isolare l’effetto dell’anidride carbonica dagli altri gas nocivi, Mark Jacobson è riuscito in questa impresa adottando un modello matematico che ha calcolato che quando la temperatura s’innalza di un grado Celsius provoca 21.600 morti, il 40% causato dalla maggiore presenza di ozono, a sua volta provocato dalla concentrazione di anidride carbonica.
E’ la prima volta che abbiamo dei risultati che non sono il frutto di una correlazione statistica tra due eventi potenzialmente indipendenti, ma di un rapporto causa effetto.
L’Ozono è un gas pericolosissimo, pensiamo che è in grado di corrodere addirittura le statue! A questo punto cerchiamo di farci un‘ idea della potenziale pericolosità che può avere sul nostro corpo, in particolare sui nostri polmoni se respirato in gran quantità…
La ricerca ha evidenziato che l’aumento della temperatura è accompagnato da una maggiore produzione di vapore acqueo nell’atmosfera che favorisce l’effetto nocivo dei gas presenti, i quali dilatati dall’acqua costituiscono per noi dei veri ordigni.
Questi risultati sono in stretta relazione con l’aumento del cancro e delle malattie respiratorie.
Il paesaggio che si presenta ci porta davanti ad un’ unica strada ridurre la produzione di anidride carbonica adesso!

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Leggere il DNA di una persona in un solo giorno

DNAImportanti studi sul Dna si stanno svolgendo e la nuova disciplina si chiama Genome Wide Association Studies, sono studi resi possibili dalla bionformatica che permette mappature eccezionali. E’ possibile mettere sotto la lente le principali patologie croniche.

Le mappe hanno mostrato le correlazioni per sette malattie, fra le quali l’artrite reumatoide, il disturbo bipolare, le malattie cardiache e il diabete. Il ritmo delle scoperte è rapidissimo, ad aprile 2007 erano una trentina i geni predisponenti, rispettivamente per il colesterolo alto, l’obesità, la malattia coronaria, il cancro alla prostata insieme ad altre, ma già a settembre erano stati individuati decine di pezzi di Dna legati alla fibrillazione striale, il tumore al seno e al colon.

Il progetto Encode

Questo è il progetto Encode, Enciclopedia of Dna Elements, ed è il primo tentativo di catalogare tutte le parti funzionanti del genoma, l’ideatore del progetto è Tim Hubbard che , a Cambridge ha creato una struttura di mille metri quadrati e 800 bioinformatici. Per capire come è fatto il genoma e come funziona è stato organizzato un motore di ricerca, si chiama Ensembl, ed è una sorta di Google del genoma.

Un qualsiasi utente Internet usando una sequenza di basi del Dna può fare una ricerca del genoma e vedere cosa si conosce su quell’argomento. Il database viene aggiornato ogni due anni, con l’aggiunta di nuove scoperte, si tratta inoltre di un software open source, in cui si registrano anche i contributi esterni.

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Cum grano salis

saleMolti dottori hanno cominciato a mettere in guardia i consumatori sulle quantità enormi di sale presente nei cibi dei fast food. La ricerca tenutasi in Inghilterra voluta da un’associazione di consumatori ha dato risultati preoccupanti. Un pranzo standard dei fast food può contenere fino al doppio della quantità di sale consigliato per una giornata suggerito per un bambino di sei anni, che risulta una dose eccessiva anche per un adulto.
L’eccesso di sale risulta molto dannoso ai bambini, infatti si verifica un aumento della pressione sanguigna, che potrebbe causare successivamente problemi cardiovascolari ed infarti.
E’ stato domandato alle catene di fast food se fossero a conoscenza del problema, e queste hanno parlato della volontà di risolverlo, ma ad oggi le quantità di sale contenuto nei cibi attesta che la soluzione è ancora lontana!
L’attenzione sul consumo del sale non riguarda solo gli avventori di questi ristoranti, poiché eccessive dosi di sale si nascondono in molte salse, cibi già pronti e sughi.

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L’ Italia è un paese fondato sulla monnezza

napoliI tecnici del Corpo forestale hanno analizzato la parte del Ticino nei pressi di Morimondo, ed è emerso una forte presenza di metalli pesanti, Cadmio, azoto ammoniacale e cromo esavalente insieme a molti altri elementi nocivi che mettono a dura prova l’ecosistema dei luoghi.

Morimondo è un’amena località famosa anche per la produzione biologica che insieme alla valle del Ticino è stata annoverata come patrimonio dell’ umanità dall’Unesco.

L’assenza di depuratori, scarichi urbani, agricoli e industriali hanno fortemente compromesso il benessere del fiume e anche la fruizione dello stesso, infatti chi decide di farsi il bagno o di pescare lo fa a suo rischio e pericolo.

Indagini a Milano

Sono state svolte indagini vicino Milano ed è stato scoperto che l’acqua del rubinetto di una grossa fabbrica è altamente tossica. I dipendenti dell’azienda si lavano con quest’acqua contenente Cadmio, Nichel e piombo. Atra situazione gravissima è stata riscontrata vicino Pavia, dove le acque nere di una zona abitata vanno a finire nei canali d’irrigazione dei campi. Quest’acqua che oltre ad essere maleodorante e dotata di fenolo e nichel va a finire nel terreno di cereali, da cui ricaviamo pane e pasta.
Siamo tutti presi giustamente ad analizzare gli effetti della diossina nel napoletano, ma se Napoli piange Milano non ride. I fiumi della Lombardia secondo gli ultimi dati dell’Agenzia di protezione dell’ambiente sono SPORCHI e le falde sono parzialmente compromesse.

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La cosmetica dell’insalata.

insalataLe foglie d’insalata dall’apparente perfetto splendore per le quali abbiamo acquistato l’appetito non potrebbero raggiungere la loro perfezione “cosmetica” senza un aiuto di alta tecnologia, specialmente se cresciute fuori stagione. Una monocoltura intensiva d’insalate con ampie stagioni di raccolto favorisce l’aumento di infestazioni da insetti e malattie nel terreno. La conseguenza è stata un rapido aumento nel consumo di pesticidi. Le foglie di insalata, in particolare, è facile che contengano residui di pesticidi.
In Inghilterra, la maggioranza dei grandi produttori sono reticenti a rivelare quali pesticidi usano. Un agronomo, che lavora in Spagna nell’industria agro-chimica ci spiega come funziona il sistema: “Il periodo di crescita delle lattughe in Spagna va da due e mezzo a tre mesi. Ogni settimana, eccetto le ultime due, le piante vengono irrorate con una mistura di anticrittogamici e insetticidi. È molto cresciuta la resistenza ai pesticidi, perciò i prodotti che abbiamo usato l’anno scorso sono stati completamente diversi da quelli che utilizzavamo cinque o sei anni fa. Alcuni di questi sono molto tossici. Per esempio, trattiamo le lattughe preventivamente con ditiocarbammati. Pare che gli inglesi li usino in grandi quantità. È molto rischioso. Questa monocoltura fa moltiplicare tanti germi e funghi. È devastante: si può perdere anche metà del raccolto. Nelle serre di plastica le cose non vanno meglio: le piante sono così fitte che le malattie si propagano nelle colture come il fuoco. Agli agricoltori devo consigliare persine più pesticidi di quello che vorrei, perché se c’è solo un minuscolo afide, l’intero raccolto può essere rifiutato dai supermercati. Se si vuole una produzione così perfetta da non poterci trovare neppure un minuscolo afide, come se non provenisse dal suolo, ma da un’industria, naturalmente occorre usare molti pesticidi“.
Il Laboratorio Scientifico Centrale dello Stato documenta l’uso dei pesticidi in questo paese. I dati più recenti (del 1999) riportano che l’insalata coltivata all’aperto ha ricevuto in media quattro trattamenti di insetticidi, due di anticrittogamici e due dosi di diserbanti; la lattuga di serra è stata addirittura trattata con più anticrittogamici. Mentre vi è stata una riduzione dei pesticidi utilizzati tra il 1995 e il 1999, la quantità globale dei pesticidi dati a queste colture è aumentata in modo drammatico a partire dal 1986 ed è ancora molte volte superiore rispetto a 20 anni fa.

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E’ in arrivo l’ecocamp!

wiki ecoCamp Dal comunicato stampa ufficiale:
Sabato 29 marzo, presso l’incubatore di impresa Believing Cube a Conversano, dalle 10:00 alle 17:00 si svolgerà ecoCamp,
EcoCamp è una (non) conferenza, un evento in cui il contenuto delle sessioni verrà deciso e proposto dai partecipanti il giorno stesso.
In ecoCamp si parlerà di tematiche legate all’ambiente, l’ecologia, lo sviluppo sostenibile e il consumo critico.
L’evento è stato proposto da Carmen Boscolo e da Julius D. Solaris, e prevede la partecipazione a numero chiuso di 100 persone. Per parteciparvi, basta iscriversi gratuitamente sul sito ufficiale.
L’icontro prevede varie sessioni di discussione che avranno luogo nelle diverse sale riunioni messe a disposizione dall’incubatore Believing.
I partecipanti promuoveranno e suggeriranno gli argomenti di discussione e parteciperanno attivamente alla creazione di un documento chiamato “ecoCamp@World”. Questo documento sarà poi disponibile (per partecipanti e non) sul sito ufficiale della manifestazione.
Chiunque potrà prendere la parola per proporre un argomento, discutere, essere d’accordo o dissentire tutto in uno spirito collaborativo e con la decisione di voler realizzare un progetto.
Tutte le informazioni necessarie le potete trovare in questo post riassuntivo del blog ecocamp news.
Noi ci saremo.. e tu?

Cambiare la politica energetica

soleE’ assolutamente arrivato il momento di cambiare in modo radicale la politica energetica!
L’esaurirsi del petrolio e delle fonti energetiche non rinnovabili, insieme ai cambiamenti climatici ci impongono serie riflessioni sulla nostra dipendenza dal petrolio.
Il petrolio, il carbone e i gas rimasti non bastano a soddisfare la crescente domanda di energia. Il 20% dell’umanità consuma l’80% delle risorse , gli europei consumano quattro tonnellate di petrolio per abitante, mentre gli americani 8 tonnellate e avanzano pretese di consumo sempre maggiori in nome della crescita economica. A questo scenario dobbiamo aggiungere le nuove potenze economiche che hanno giustificate ed ingenti richieste energetiche e sono gli oltre due miliardi di brasiliani, cinesi e indiani.
La crescita del prezzo del petrolio, che si è ormai fermato a ha superato i 100 dollari al barile, mette in luce la differenza tra domanda e offerta di greggio, le conseguenze di questa situazione sono gravissime e hanno già spinto il mondo al riarmo generalizzato e all’ aumento dei progetti per riconquistare il controllo del petrolio.
E’ necessario uscire dalla dipendenza dai fossili anche per i cambiamenti climatici in atto, il rapporto sul clima dell’Ipcc (Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici) afferma che nei prossimi cinquant’anni assisteremo alla desertificazione di pezzi di terra e all’aumento di alluvioni e uragani, con un conseguente innalzamento dei mari dovuto allo scioglimento dei ghiacciai, inoltre si prevedono oltre duecento milioni di profughi ambientali.
A questa annosa questione non si può rispondere soltanto adottando l’energia solare, è ancora troppo poco! E’necessario interrrompere l’attuale politica economica, industriale ed energetica, bisogna proporre nuovi stili di vita, deve cambiare l’assurda convinzione dell’infinita crescita economica.

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Come passare al cibo locale

mondo

Come iniziare a spostarci verso il cibo locale?

Molti politici spingono verso una globalizzazione alimentare, cercando solo la crescita del commercio. Come risultato, tanti prodotti uguali si incorciano attraverso il globo, senza alcuna logica se non quella di una economia impazzita.
Un primo passo immediato sarebbe assicurare che prodotti identici non vengano allo stesso momento importati ed esportati.

Ma per cambiare mentalità servirebbe riscrivere tutti trattati commerciali, puntendo sui diritti dei cittadini. Dovrebbero cambiare tutto il sistema degli incentivi spostandolo verso le realtà locali oltre alla scrittura di linee guida nuove e più “intelligenti”.

La prima cosa da fare per passare al cibo locale è quella di inizare a “boicottare” le grandi catene di supermercati e cercando di fare aquisti presso i produttori locali magari organizzandosi in dei gruppi d’acquisto eco e solidale che ci permettono di risparmiare tempo e soldi e soprattutto di comprare prodotti locali o quanto meno provenienti ma mercati solidali.

Il biologico non esiste solo nei negozi bio ma lo potete trovare anche presso un contadino che ama ancora la terra; basta approfondire la conoscenza del contadino magari visitando i suoi terreni per essere tranquilli di ciò che si compra.

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I segreti del supermercato

walmart Abbiamo già affrontato questo argomento nel post “8 cose che il supermercato non vuole che tu sappia“e e nel post sul pane “falso” dei supermercati. Ne ho scovate altre sll’eclogist italiano e ve le propongo, insieme al consiglio di comprare il cibo locale!

1. Vi danno un cestino

Una ricerca condotta nei supermercati ha scoperto che il 75 % di chi ha in mano il cestino per fare la spesa compra sempre qualcosa, in confronto ad appena il 34% di chi non ha il cestino. Così, quando all’entrata del supermercato un membro dello staff porge il cestino ai clienti, non è per fare un favore a voi, ma all’azienda.

2. Frutta “pronta e matura”

Poiché i supermercati desiderano che la frutta si conservi il più a lungo possibile sugli scaffali, obbligano i fornitori a raccoglierla acerba, sebbene ciò implichi che non sarà altrettanto buona, dato che gli zuccheri non si sono completamente sviluppati. Essendo abituati all’idea che la frutta è sempre dura quando la compriamo, siamo disposti a pagare un extra per il privilegio di avere frutta matura.

3. Paghi uno e prendi due

È l’offerta che ha dimostrato di aumentare le vendite fino ad oltre il 150 per cento. A dispetto di quel 50% che effettivamente fa risparmiare, questo tipo di operazioni ci inducono a consumare un prodotto in quantità maggiori rispetto alle nostre abitudini, così, quando l’offerta finisce, siamo inclini a comprarne ancora. Ed oltre ad incoraggiarci ad acquistare più di quello che ci serve, queste offerte celano un costo occulto ai danni dei produttori, poiché sono loro, e non il supermercato, a finanziare le promozioni. I supermercati le utilizzano per disfarsi della mercé che non vendono.

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